Provincia – E’ l’ora della merenda: ma la scuola non è un fast food o luogo di buvette. E la revisione delle norme che riguardano i punti di ristoro o distributori automatici negli istituti scolastici si ripropone come questione quanto mai attuale. Sulla quale amministratori dell’istruzione e del territorio stanno riflettendo seriamente, non giudicandola problematica di secondo piano, o fatto meramente tecnico.
Anzi, ritengono che la cosa vada analizzata e valutata in un’ottica culturale ed educativa. A tale riguardo, gli Uffici dell’Ente di Piazza Libertà hanno avviato un’indagine conoscitiva “per l’utilizzo di spazi, all’interno degli edifici scolastici di proprietà dell’Ente Provincia”. Motivo che spinge -in una lettera aperta inviata all’attenzione della presidente della Provincia, on. Alberta De Simone, al provveditore agli Studi, Ercole Ammaturo e al tecnico della provincia ing. Antonio Marro– il dirigente scolastico dell’Istituto Tecnico Industriale Statale Guido Dorso di Avellino, Generoso Zigarella, a ribadire il concetto di una responsabilità complessiva “che compete ad educatori impegnati, a genitori attenti e ad amministratori responsabili”. Nella sua missiva alla stampa, il preside dell’istituto ha sottolineato: “L’Itis Dorso è attualmente privo di punti di ristoro e distributori automatici e tale intende restare, per quanto di competenza e di responsabilità del sottoscritto dirigente scolastico e legale rappresentante della scuola; fatte salve eventuali diverse competenze che comunque se attivate si estrinsecheranno in un contesto di ampia responsabilità democratica e di altrettanto attente garanzie di sicurezza ambientale”. Il suo è un esplicito riferimento a ragioni di igiene alimentare e soprattutto di ordine e cautela educativa. Insomma, un preciso ‘no’ alla scuola fast-food. I motivi: le calche attorno ai distributori di bevande ed alimenti non sempre genuini, e soprattutto eventuali ingressi di persone esterne alla comunità scolastica.
“Con gli studenti – ribadisce Zigarella – devono avere rapporti soltanto i docenti, gli Ata o comunque personale autorizzato e qualificato. Nulla abbiamo da dire nei confronti di tanti operatori esterni di distributori e di ristoro; molto più abbiamo da temere che dentro i flussi distributivi possano inserirsi incontrollati ed incontrollabili ingressi”. Di qui la richiesta al primo inquilino di Palazzo Caracciolo “di valutare tutti questi aspetti preliminari, culturali ed educativi, prima che i Suoi uffici avviino operazioni che possano ledere la stessa autonomia della scuola”.
Lo stesso regolamento della Provincia, che governa le eventuali installazioni, meriterebbe secondo Zigarella: “più attenti approfondimenti e rivisitazioni da effettuarsi insieme ai dirigenti scolastici”.
Repentina la risposta della Presidente De Simone la quale condivide i rilievi del dirigente Zigarella, dichiarandosi disponibile a rivedere il Regolamento dell’Ente sulle installazioni datato dicembre 2003 (precedente amministrazione): “Esprimo una condivisione totale dei rilievi espressi dal Prof. Zigarella ed auspico una più rigorosa e seria impostazione delle problematiche inerenti il servizio scolastico, la cui finalità deve essere indirizzata all’apprendimento e alla formazione. Pertanto, metterò in essere tutte le azioni e gli indirizzi tesi al recupero primario dell’istituzione scolastica”. Dunque, mondo della scuola e del territorio si confrontano individuando una strada comune di azione per la tutela degli interessi dei più giovani.
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