Scomparsa Manzo, la figlia Romina interrogata in Procura: sotto torchio per oltre due ore

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Oltre due ore di interrogatorio. Romina Manzo sotto torchio, il procuratore della Repubblica di Avellino, Domenico Airoma, il pm che segue le indagini, Lorenza Recano, ed i carabinieri, hanno provato a vederci chiaro, incalzando di domande la giovane, sulla scomparsa del papà della ragazza 20enne di Prata Principato Ultra, Domenico Manzo – da tutti conosciuto come Mimì – che non fa ritorno a casa ormai dalla sera dell’8 gennaio 2021.

Romina deve rispondere di un’accusa grave: il sequestro del padre e false dichiarazioni rese al Pm. Per spiegare al meglio le sua ragioni – si professa innocente dal primo giorno – la giovane ed il suo avvocato, Federica Renna, attendevano con ansia questo giorno. Oggi pomeriggio, verso le 15, le due hanno varcato la soglia del palazzo di giustizia. Sono uscite intorno alle 17.30. Romina abbastanza provata perché, a tratti, l’interrogatorio è stato anche molto teso.

Il Procuratore è andato a fondo ed ha cercato di approfondire diversi aspetti della questione. Romina ha risposto a tutto e non si è mai tirata indietro.

Un primo punto è uno scambio di messaggi tra Romina ed un suo amico avvenuto il 25 gennaio. In quel messaggio, la ragazza dice: “Io e mio fratello non sappiamo il motivo per cui hanno ucciso papà”.

Una frase che provoca sospetti negli inquirenti, perché in quei giorni si susseguono le ricerche del 69enne e c’è la speranza, ancora, che l’uomo sia vivo.

“L’ho detto perché lo sentivo dire in giro”, afferma Romina. “Ero comunque convinta che papà fosse stato ucciso perchè non si sarebbe mai allontanato dalla famiglia”.

Un altro punto controverso emerso è la frase detta dall’altra ragazza indagata, amica – ormai ex – di Romina. La sera della scomparsa di Mimì, Loredana – così si chiama la giovane – durante le ricerche dell’uomo esclama: “Mimì, Mimì, che avete combinato?”. Ai microfoni di Filomena Rorro di Chi l’ha visto, la ragazza ha affermato di averlo detto presa dalla foga delle ricerche, come a dire: “Mimì, Mimì, ma dove siete, cosa avete combinato?”.

Nell’ultimo interrogatorio, invece, Loredana ha riferito che ha detto quella frase rivolgendosi a Romina e agli amici, perché la figlia di Mimì le avrebbe detto di essere stata lei a far scomparire il papà.

“L’interrogatorio di oggi è stato fondamentale – afferma l’avvocato Renna ai microfoni di Filomena Rorro (Chi l’ha visto tornerà ad occuparsi del caso mercoledì sera) – per capire gli elementi che sono alla base di una accusa così pesante che la Procura rivolge alla mia assistita. Romina è stata incalzata dalle domande, si è ricostruito quello che è avvenuto quella sera. Gli scambi di messaggi contestati sono stati ampiamente spiegati dalla mia assistita e contestualizzati. Per quanto riguarda la frase riferita dall’altra indagata, occorre innanzitutto dire che si tratta di una frase di una persona contro l’altra. Una frase mai detta in presenza di Romina. A questo punto, saranno gli inquirenti a valutare nell’insieme, dovranno decidere quanto valore dare a questa frase. Noi ribadiamo che la verità su Mimì e la sua scomparsa è altrove. Per questo motivo, siamo tranquille”.

“Dall’interrogatorio di oggi non mi sembra siano emersi elementi così gravi da contestarmi il reato di sequestro di persona di mio padre”, spiega Romina.

“Ci tengo a ribadire che quando Loredana ha detto quella frase (Mimì Mimì che avete combinato) io non c’ero. Sono davvero delusa dal comportamento di questa ragazza, quella sera io scesi dalla macchina e chiamavo mio padre diseparatamente, lo cercavo. Mi ha tirato in ballo ma non so il motivo. Vorrei saperlo. E’ veramente assurdo. E’ una frase che lei non ha mai detto con me”.