Scarcerazioni, “bocciati” i ricorsi dei magistrati contro il decreto Bonafede

Scarcerazioni, “bocciati” i ricorsi dei magistrati contro il decreto Bonafede

5 Novembre 2020

La Consulta ha “dato ragione” al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, sul decreto che imponeva la “verifica” delle procedure di scarcerazione, firmato dopo i numerosi provvedimenti di altrettanti giudici di sorveglianza che avevano concesso gli arresti domiciliari a detenuti, fra i quali spiccavano noti boss mafiosi sulla spinta dell’emergenza Covid. Anche qualche carcerato, prima recluso al 41 bis, aveva lasciato i penitenziari.

Il ministro Giustizia Alfonso Bonafede era ricorso a un decreto legge per obbligare le toghe a rivedere periodicamente (prima verifica dopo 15 giorni e poi ogni mese ) le condizioni sanitarie e logistiche che li avevano spinti a concedere i domiciliari. Dei magistrati di sorveglianza di Avellino, Sassari e Spoleto, avevano ritenuto il provvedimento lesivo della loro autonomia di valutazione e giudizio. Così erano partiti i ricorsi alla Consulta contestando la legittimazione costituzionale del provvedimento governativo. L’epilogo ha però dato ragione al ministro Bonafede.