Scandalo Acs, Foti al Consiglio: “Se processo, Comune si costituirà parte civile”

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“Se si andrà al rinvio a giudizio, questa amministrazione si costituirà parte civile al processo perché parte lesa”.

Così il sindaco di Avellino Paolo Foti nella sua relazione all’aula consiliare di Palazzo di Città nella seduta monotematica convocata per discutere dello scandalo Avellino Città Servizi che ha travolto la città capoluogo irpina.

25 i consiglieri presenti: a presiedere la seduta è Lino Pericolo in vece di Livio Petitto. Assente Barbara Matetich che ha motivato la propria scelta di non partecipare alla riunione con ragioni di “… opportunità politica”.

“L’Acs non va smembrata ma valorizzata – ha detto Foti – Pur nel massimo rispetto del garantismo, ho sentito il dovere di prendere decisioni ferme nominando un nuovo commissario fino al 30 settembre. Non esiteremo comunque, qualora fossero accertate irregolarità, azioni di responsabilità nei confronti del precedente amministratore unico di Acs”.

Ancora: “Ho chiesto a tutti i dirigenti una ricognizione sui beni patrimoniali, sulle condizioni contrattuali, sulle concessioni in uso, sull’affidamento di beni e di servizi. Sarà buttato fuori chi occupa sine titulo un “bene comune” o senza pagare sarà sbattuto fuori. Anche la gestione di 4 pidocchi (Foti riprende uno dei famosi passaggi delle intercettazioni dello scandalo Acs, ndr) devono essere utilizzati in modo trasparente e legale”.

Di qui, il passaggio politico sull’attuale fase che vive  la maggioranza in Comune: “Qualche ingenuità nella costruzione dei provvedimenti è stata commessa, a volte ho fatto prevalere l’istinto cedendo allo sconforto. Ma io non sono attaccato alla poltrona. Se non vi saranno le condizioni non avrò timore a porre fine anzitempo alla mia esperienza di sindaco”.

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