Scandalo Acs, D’Onofrio: “Municipalizzata usata come cuscinetto per posti di potere”

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“Mi chiedo perché il Comune abbia istituito una società in house per gestire i servizi. Non lo poteva fare da sé considerando che la società creata ad hoc si è poi rivolta a terzi? Che scopo aveva questo cuscinetto tra le cooperative e il Comune? Mi viene da pensare che serviva per creare posti di potere a soggetti che avevano perso determinati carrozzoni, magari a un trombato”.

È quanto si chiede il procuratore aggiunto di Avellino Vincenzo D’Onofrio, protagonista ieri del convegno dal titolo “La riforma dei reati tributari, il nuovo falso in bilancio e il reato di auto riciclaggio”, promosso dall’ordine dei commercialisti di Avellino, presso il Viva Hotel.

Le risposte ai quesiti di D’Onofrio arriveranno al termine dell’inchiesta che, come rivela lo stesso procuratore aggiunto, include violazioni costituzionali apparentemente secondarie rispetto a quelle penali. “È stata violata – spiega – la possibilità ad altri giovani di essere assunti in maniera regolare, la libertà di iniziativa economica di cooperative che effettivamente prestavano quel servizio, oltre alla libertà sindacale. Effetti perversi di un comportamento illecito”.

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