Nicolò Fortunato, giovanissimo atleta di Mercogliano, ha appena 15 anni. Da 4 anni pratica atletica leggera, essendosi avvicinato a questo mondo intorno agli 11 anni. La scelta è nata dalla voglia di provare uno sport diverso dal calcio, disciplina che aveva praticato fin dall’età di 6 anni. L’atletica si è rivelata fin da subito una disciplina perfetta per l’agonismo: le potenzialità di Nicolò sono emerse immediatamente, tanto da iniziare a gareggiare già nel suo primo anno di attività. Le medaglie conquistate dal giovane atleta irpino sono già numerose, ma il traguardo più grande finora è stato vincere i Campionati Regionali nella disciplina dei 300hs (ostacoli). Grazie a questa prestigiosa vittoria, si è qualificato per i Campionati Italiani di categoria svoltisi ad Agropoli il primo weekend di ottobre, rappresentando i cadetti della regione Campania.
Abbiamo incontrato Nicolò per alcune domande dirette.
Hai mai pensato che gli ultimi allenamenti fossero troppo faticosi ed estenuanti, considerando anche la calda e afosa estate che ci lasciamo alle spalle?
“Diciamo di sì, non tanto da un punto di vista fisico, quanto da un punto di vista mentale. Ho avvertito una notevole stanchezza; però, nonostante questa difficoltà e il periodo in cui avrei potuto mollare, sono riuscito a superarlo e a metabolizzare questa fase particolarmente faticosa.”
Quante volte ti alleni a settimana?
“Dipende dal periodo e dal tipo di preparazione che richiede, dai 5 giorni ai 7. Praticamente è un impegno costante.”
Dove vi allenate?
“Ci alleniamo al campo Coni di Avellino. Sia col sole che con la pioggia.”
Trovi che l’atletica sia uno sport sostenuto e finanziato?
“A livello nazionale lo sport è sostenuto, anche se bisogna migliorare: molti atleti di calibro nazionale hanno contestato la mancanza di strutture adeguate. Per quanto riguarda la mia regione, siamo in via di sviluppo e sembra che le acque si stiano muovendo verso la giusta direzione; tuttavia mancano ancora le strutture adeguate e la promozione economica. Ci vorrebbero più iniziative per promuovere questa disciplina, sarebbe l’ideale per lo sviluppo dell’atletica in Campania e attirerebbe professionisti e istruttori di alto calibro.”
Come vai a scuola? È difficile conciliare l’impegno scolastico con quello sportivo?
“Mi impegno molto. La disciplina sportiva si riflette anche su quella scolastica: i risultati della pagella dell’anno scorso parlano da soli, posso affermare di aver concluso l’anno scolastico con voti di tutto rispetto.”
Come fai a coadiuvare lo sport, la scuola e la vita sociale?
“Diciamo che ci vuole passione e soprattutto disciplina e tenacia. Un grande sostegno lo ricevo tutti i giorni dalla mia famiglia, sia economicamente che moralmente. Mia madre Mariarosaria e mia nonna Anna mi seguono e mi accompagnano quotidianamente agli incontri dedicati all’atletica.”
In famiglia non mancano gli sportivi…
“Abbiamo un ottimo background, infatti il mio papà Alessandro praticava Karatè a buoni livelli, mentre mio nonno Elio Sateriale è stato allenatore e coproprietario della Mirgia calcio, un vivaio calcistico di tutto rispetto e conosciuto a livello nazionale. Si intende che la passione per lo sport e la costanza che porta a praticarlo a livello agonistico di certo non è mai mancata all’interno della mia famiglia di origine.”
Quali sono i tuoi obiettivi in questo sport?
“Per il momento non ci sono obiettivi precisi, l’importante per me è dare il massimo e continuare a fare questo sport. Facendo questo posso aspirare a risultati di livello.”
A quale atleta ti ispiri?
“Premettendo che abbiamo molti atleti bravissimi in Italia e li stimo tantissimo, non mi ispiro a nessun atleta in particolare. Mi sento più ispirato dalla mia stessa tenacia e dal mio coach che mi segue da 4 anni e ha formato una squadra di atletica che si chiama Hirpus atletica Dukatani.”

