Sant’Angelo dei Lombardi – Riuscita la manifestazione con circa 1000 partecipanti al corteo organizzato dal “coordinamento in difesa dell’ospedale” di Sant’Angelo dei Lombardi. Una protesta civile quella promossa da Tony Lucido, presidente della Pro Loco “Alta Irpinia” e nella sua qualità di dipendente del plesso ospedaliero Criscuoli. Sono arrivati dai paesi dell’hinterland e si sono radunati in piazza San Rocco, luogo individuato per posizionare bandiere, striscioni e gonfaloni, prima di proseguire la marcia che si è conclusa nel piazzale del Criscuoli. Alla manifestazione hanno partecipato il presidente dell’Ordine dei medici di Avellino Giuseppe D’Avanzo, il sindaco di Sant’Angelo Michele Forte, accompagnato dal capogruppo Vincenzo Lucido, e da gran parte dell’amministrazione locale, Angelo Rossi, della federazione Finc e consigliere regionale dell’Ordine dei Medici, il sindaco del comune di Teora Salvatore Di Domenico, la Dirigente Scolastica ed esponente dell’esecutivo provinciale del Pd, Rosanna Repole, il sindaco di Villamaina, Michele Marruzzo, l’Assessore Salvatore Ruggiero di Lioni, l’assessore alla cultura e alle politiche sociali di Conza della Campania, Paola Lariccia, il sindaco di Torella Vincenzo Lasprogata, il sindaco di Guardia Vito Iuni, Nusco, il primo cittadino di Rocca San Felice Fiorillo, il sindaco di Castelfranci Tecce, l’assessore Santoli di Bisaccia, il vice sindaco di Morra De Sanctis, amministratori di Conza della Campania, i giovani del Pd e il forum dei giovani di Sant’Angelo, la Cisl Avellino, Cisl funzione pubblica, Ugl, Uil, Ital, Unione coltivatori diretti, Acli, Vita, Confraternita di Misericordia, Anpas, Confartigianato, I.T.G. “Vanvitelli” di Lioni, l’assessore Angelo Giusto. Presenti anche in numero massiccio i dipendenti ospedalieri, le scuole, i sindacati, medici e soprattutto volontari delle associazioni. Accompagnato dalle sirene delle ambulanze e da altri mezzi, il corteo ha compattamente dimostrato un netto dissenso nei confronti del piano sanitario regionale, rivendicando il diritto alla salute sancito dall’art. 32 della Costituzione, e adducendo innumerevoli motivazioni per dimostrare che le strutture ospedaliere dell’Alta Irpinia non vanno chiuse. Tra i motivi che hanno contestato il piano regionale in particolare, il criterio adottato nel contesto dei tagli, e la scelta dei settori presi di mira che non sono condivisi dall’utenza, né dal personale medico e infermieristico. Le istanze avanzate dai sindacati ed amministratori hanno riguardato anche le difficoltà di percorrenza del territorio, la morfologia dello stesso non sempre agibile e le condizioni climatiche. Da evidenziare l’intervento della Fials nella figura di Gerardo Tore che ha sostenuto come “buona parte delle responsabilità è riconducibile all’organizzazione interna dell’Asl, e che la spesa mensile per il pronto soccorso ammonta a 43.000 euro”. È stato evidenziato altresì, che “il bilancio non è oculatamente gestito, e l’ospedale di Sant’Angelo non è una palla al piede”. Vincenzo Lucido si è soffermato sull’importanza della difesa dei diritti dei cittadini e sulla necessità che “non prevalga il senso di rassegnazione”. Gennaro Imbriano, segretario provinciale di Rifondazione Comunista ha evidenziato come “nella giunta regionale è stata proposta una modifica per gli ospedali di montagna, e riteniamo di avere delle risposte positive”. Solidarietà alla causa anche da parte di Dora Garofalo, che accenna un riferimento al sisma dell’80, e al valore incommensurabile del plesso in quel contesto, di Rosanna Repole che ha condiviso il valore della manifestazione a cui “però deve seguire una proposta”. Di particolare efficacia l’intervento di Toni Lucido che ha ricordato ai presenti lo sforzo compiuto dalla popolazione attraverso le lotte per far ricostruire l’ospedale distrutto dal terremoto nella zona a valle, per abbreviare la distanza con gli altri paesi. Cesarina Alagia, responsabile regionale delle A.N.P.A.S. ha invece esposto il problema dei tagli dal punto di vista dell’operatività del 118, cuore dell’attività del pronto soccorso, dei parametri dettati dal codice rosso, e dalla necessità di guadagnare tempo per salvare una vita. In campo anche la Chiesa con il suo Pastore, il Vescovo Mons. Francesco Alfano che ha inviato una lettera in cui ha auspicato “un doveroso ripensamento del piano ospedaliero, che non dovrà mai andare a discapito della persona”. La manifestazione è stata chiusa dal primo cittadino di Sant’Angelo dei Lombardi Michele Forte: “le mie richieste sono state sempre inevase – ha dichiarato – Sono particolarmente contento che l’assessore Giusto abbia mandato una lettera di solidarietà con la popolazione. Nonostante alcune divergenze di opinione in passato auspico che le promesse sulla presentazione di un emendamento a tutela del pronto soccorso vengano accettate”. Una buona manifestazione, civile e con l’Alta Irpinia presente per testimoniare la propria voce: quella del diritto alla salute e quella della tutela dei bisogni del territorio.
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