Sanità Campania, la nota del consigliere regionale Ciampi

Sanità Campania, la nota del consigliere regionale Ciampi

4 Novembre 2020

Così su Facebook il consigliere regionale Vincenzo Ciampi: “Noi dei Cinque Stelle siamo pronti alla massima collaborazione istituzionale a livello locale e regionale, con spirito di responsabilità, ma non possiamo esimerci dal sottolineare come la risposta dal servizio sanitario sia stata abbastanza inadeguata all’esponenziale crescita del contagio (la Regione Campania è gravata dalle maggiori criticità in Italia: incremento dei contagi e saturazione dei posti letto Covid 19). Non si è proceduto ad una ricognizione degli spazi utili (spazi pubblici e non di privati) per accogliere i paucisintomatici o coloro che sono in quarantena. Ma anche per dializzati e pazienti oncologici servono immediate risposte: non si può fermare l’assistenza ordinaria. Su questo abbiamo chiesto un tavolo in Regione in rapporto con l’unità di crisi, e anche sul territorio siamo pronti a fornire ogni forma di collaborazione. Corsie senza personale: è ora di agire Ho visto in queste giornate una situazione drammatica dipanarsi sotto i mei occhi. L’organizzazione del sistema sanitario regionale appare alquanto deficitaria. Noi dei Cinque Stelle siamo pronti alla massima collaborazione istituzionale a livello locale e regionale, con spirito di responsabilità, ma non possiamo esimerci dal sottolineare come la risposta dal servizio sanitario sia stata abbastanza inadeguata all’esponenziale crescita del contagio (la Regione Campania è gravata dalle maggiori criticità in Italia: incremento dei contagi e saturazione dei posti letto Covid 19). La seconda ondata, ampiamente prevista, richiedeva non soltanto di attrezzare i reparti covid, ma anche una strategia complessiva su cui tra l’altro il presidente De Luca ci ha sempre dato roboanti rassicurazioni. La strategia in realtà manca e manca anche la tattica: attrezzati i reparti, non si è provveduto alla dotazione di personale; non si sono fatte scorrere le graduatorie attive; manca l’aggiornamento dei “documenti valutazione rischi”; si è assistito senza agire alle paradossali situazioni come quella dell’ordine dei medici di Napoli che invece di iscrivere i nuovi professionisti sta facendo le elezioni. Le lunghe file di ambulanze e le attese estenuanti nei pronto soccorso indicano che serve urgentemente personale fresco. Serve anche un rapporto con medici di base e una rivisitazione della medicina territoriale e dell’assistenza domiciliare. Intanto non si è proceduto ad una ricognizione degli spazi utili (spazi pubblici e non di privati) per accogliere i paucisintomatici o coloro che sono in quarantena. Ma anche per dializzati e pazienti oncologici servono immediate risposte: non si può fermare l’assistenza ordinaria. Su questo abbiamo chiesto un tavolo in Regione in rapporto con l’unità di crisi, e anche sul territorio siamo pronti a fornire ogni forma di collaborazione. Inutile, invece, in questa situazione, affidarsi all’improvvisazione e a iniziative personalistiche o peggio propagandistiche: così si fanno danni”.