Niente patto anti-covid, Festa tira dritto: “Mi confronto solo con chi vuol bene ad Avellino, non con gli insaponatori o i Toto Cotugno”

Niente patto anti-covid, Festa tira dritto: “Mi confronto solo con chi vuol bene ad Avellino, non con gli insaponatori o i Toto Cotugno”

4 Novembre 2020

Alfredo Picariello – Il “patto anti-covid” richiesto ieri pomeriggio a gran voce dall’opposizione consiliare del Comune di Avellino sembra naufragare senza nemmeno che sia stato siglato. Infatti il sindaco, Gianluca Festa, rispedisce al mittente l’idea-proposta. Nel dettaglio, in particolare Luca Cipriano ma anche i suoi colleghi, si era immaginato di “trasformare” la conferenza dei capigruppo in una sorta di tavolo permanente, utile a fronteggiare l’emergenza sanitaria in atto.

“Non c’è bisogno della capigruppo per prestare il fianco a qualcuno in vena di fare show. Dialogo ogni giorno, senza problemi, con quella parte dell’opposizione che ha davvero a cuore le sorti della città”, sostiene il primo cittadino che, nel prosieguo del suo discorso si fa sempre più caustico.

“Alcuni pezzi di minoranza, anzi, mi hanno fatto pervenire importanti e proficue richieste di collaborazione. Con loro vado avanti e continuerò a collaborare, fermo restando che l’ascolto ed il confronto con l’intero consiglio comunale non è mai mancato. Ma non avrò mai niente a che fare con i vari Toto Cotugno, con quelli che gli anglosassoni chiamano soap maker, ovvero insaponatori, tutti coloro cioè che in questa fase sono un po’ in crisi di astinenza da potere ed hanno problemi perché, come spesso ho ricordato, zizzinella is over. Mi rendo conto che, da parte di qualcuno, ci sia ancora la frustazione da sconfitta e l’impossibilità di gestire il potere, come sono abituati a fare. Ma non solo io, bensì l’intera città ha deciso di cacciarli via”.

Nel merito del “bavaglio” al consiglio comunale, invece: “Abbiamo avuto tre dipedenti postivi, quindi abbiamo proceduto ad effettuare i tamponi e a sanificare gli ambienti. Non credo sia un problema svolgere i consigli sulla piattaforma per motivi di sicurezza. Una cosa è la democrazia, che noi rispettiamo, un’altra è voler utilizzare il civico consesso come un’arena. Ai cittadini interessano le risposte, lo show lasciamolo a chi ha perso tutto, a chi non vuole lavorare per Avellino. Il problema non è la mancanza di confronto, quello c’è. Ma è la mancanza di palcoscenico, ma questo non è una questione che mi riguarda”.