Saldi, dati Confesercenti: in cima alle preferenze le calzature

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Saldi_Avellino

Dell’avvio dei saldi invernali, il 5 gennaio, abbiamo ampiamente parlato, vedi servizio qui;

adesso è Confesercenti, con il suo presidente provinciale, Giuseppe Marinelli, a fare un’analisi dal punto di vista tecnico, dati alla mano:

“Quattro italiani su dieci – afferma il dirigente dell’associazione di categoria-, secondo un sondaggio commissionato da Confesercenti ad Ipsos, hanno già pianificato di comprare in saldo, con un budget medio previsto di 267 euro, e c’è un ulteriore 56% che acquisterà in caso di offerta interessante e che quindi non ha ancora preventivato una spesa.

Una quota in crescita rispetto agli scorsi anni, segnale di una maggiore attenzione da parte delle famiglie, che nel 2024 si orienteranno su acquisti ragionati ed ‘utili’. La cifra disponibile per le compere però varia in base alle aree territoriali e come è immaginabile le regioni del Sud si collocano nella parte bassa della classifica, a causa delle difficoltà economiche strutturali. Resta però l’importanza di questa scadenza stagionale, per soddisfare le esigenze delle famiglie e per le imprese locali.

In cima alle preferenze dei potenziali acquirenti ci sono soprattutto le calzature, un grande classico dello shopping, con il 58% delle indicazioni, seguite a stretto giro da maglioni e felpe (56%). La classifica dei desideri per i saldi invernali 2024, prosegue con l’intimo (34%), gonne e/o pantaloni (33%), magliette, canottiere e top (29%), camicie e camicette (27%).

I negozi fisici mantengono stabilmente la preferenza dei consumatori: li sceglie per almeno un prodotto l’83%, contro il 51% che prevede di acquistare anche online. Lo sconto medio di partenza è del 25%. La disponibilità sarà più ampia del solito, per un autunno-inverno dalle temperature più miti del normale. Un cambiamento climatico che ha inciso sul 96% delle imprese che segnalano un calo medio del -46% delle vendite dei prodotti delle collezioni autunno-inverno”.

“Per i saldi invernali, che termineranno entro il 5 marzo – conclude Marinelli – gli esercenti sono obbligati ad accettare le consuete forme di pagamento, comprese quelle digitali, e a sostituire o rimborsare la merce difettosa o non conforme a quanto promesso. Eventuali altre possibilità sono a discrezione dei negozi. Per la prova dei capi, i commercianti possono decidere se concederla o meno agli acquirenti, oppure limitarla ad una certa tipologia di merci. Ai consumatori, si consiglia di fare sempre attenzione alle etichette, allo stato dei prodotti e alle reali percentuali di sconto. Le attività aderenti a Confesercenti garantiscono massima trasparenza e pieno rispetto delle regole”.