Sabino Morano nell’esecutivo del Centro Studi Mezzogiorno Regione Mediterranea

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Il 14 dicembre 2023, presso il Circolo dell’Unione, nel maestoso Palazzo Reale di Napoli, si è svolta la prima riunione del nuovo esecutivo del Centro Studi Mezziogiorno-Regione Mediterranea. La riunione è stata presieduta dal Presidente Stefano Stanzione, affiancato dal Vicepresidente Vicario Marchese Pierluigi Sanfelice di Bagnoli e dal Vicepresidente Stanislao Napolano.

Tra le personalità selezionate in base alle loro competenze, figura il politico e saggista irpino Sabino Morano, incaricato per il Centro Studi delle Aree Interne. Morano, presidente e fondatore dell’associazione metapolitica Primavera Meridionale, promuove e coordina iniziative culturali nella regione. Attraverso questo nuovo spazio di confronto, avrà l’opportunità di rinnovare l’esperienza del 2018, quando fu tra i promotori del comitato per la “Macroregione del Sud”.

“I temi e le proposte dell’executive appena costituito mirano a plasmare un nuovo Mezzogiorno, partendo dalla creazione di un’unica macroregione che va dall’Abruzzo alla Calabria. Questa macroregione rappresenterebbe una naturale espressione storico-politica italiana”, aggiunge Morano. “È essenziale che il Mezzogiorno, sfruttando la sua posizione centrale nel Mediterraneo, si inserisca nel dibattito geopolitico, sfruttando le nuove possibilità provenienti dall’Africa”.

Dopo questo primo incontro, si procederà alla redazione di un manifesto programmatico dove saranno delineati obiettivi e proposte concrete.

“È cruciale costruire un’alternativa narrativa rispetto a chi ha per anni dipinto un’immagine distorta e viziata del Sud”, sottolinea Morano, “abbandonando l’idea che il sud sia sinonimo di mafia e di incapacità. Dobbiamo far ripartire la narrazione dalle numerose eccellenze presenti nel territorio, promuovendo una comunicazione basata sulla cultura e sulla tradizione”.

Morano ha concluso ringraziando coloro che lo hanno scelto per questo incarico e ribadendo il suo impegno nell’applicare l’esperienza accumulata durante anni di impegno sul territorio. Ha evidenziato l’importanza di considerare anche l’entroterra, oltre alle zone costiere, come parte integrante delle strategie future.