S. Angelo dei L. – Il futuro è nel progetto ‘Cab-Fredane’

0
50

Sant’Angelo dei Lombardi – Si è svolto ieri pomeriggio alle 16, presso l’Hotel Goleto di S. Angelo dei Lombardi, il forum d’ascolto sul tema. “C.A.B. Cultura, ambiente, benessere del bacino del Fredane: rappresentazione del quadro territoriale e valutazione delle esigenze locali.” L’iniziativa è partita alcuni anni fa ed ha l’obiettivo di consentire uno sviluppo omogeneo e minuziosamente programmato sul territorio. Nell’ambito della iniziativa, così come ha spiegato la dottoressa Rosanna Repole, coordinatrice dell’iniziativa, sono stati coinvolti anche diversi comuni dell’Alta Irpinia: S. Angelo dei Lombardi, Guardia Lombardi, Gesualdo, Frigento, Paternopoli, Lioni, Villamaina, Torella Dei Lombardi e Rocca San Felice, insieme al Piano di zona sociale di Lioni al Gal-Cilsi di Lioni, del Parco dei Monti Picentini e gli enti sovracomunali. Il progetto è stato curato da esperti dell’agenzia Siluppo Italia, che ha seguito l’iter progettuale e programmatico prima di essere approvato. “L’obiettivo – ha spiegato la dottoressa Daniela Sannino – è quello di verificare lo stato attuale dei luoghi e vedere tra i progetti presentati, quelli che possono essere i soggetti necessari per consentire lo sviluppo locale. Il parco fluviale del Fredane, potrebbe accorpare una seri di interventi che possono essere adatti ad un sistema integrato.” Tra gli indirizzi programmatici che sono stati rilevati nel corso del convegno, figurano gli studi sulle caratteristiche morfologiche dell’area, la possibile infrastrutturazione e quindi la possibile ricaduta dell’area di sviluppo dell’intero territorio in cui ricade il Cab. La zona di sviluppo dominante è quella naturalistica, mentre gli altri due filoni sono il rurale ed il manifatturiero. L’intero impianto progettuale, tra l’altro, prevede il rafforzamento dello sviluppo dominante tra le zone costiere e le zone interne, come pure gli aspetti legati al potenziamento delle arterie stradali come l’Ofantina. Il sindaco di Luogosano, Antonio Ferrante, ha rimarcato l’importanza della sinergia tra strumenti di sviluppo locali, provinciali e regionali. Mentre il vice sindaco di Villamaina, Umberto Giella, si è soffermato sulla filiera termale e sulla valorizzazione del centro storico, attraverso il progetto “Paese albergo” che interessa l’intero centro cittadino. A sostegno del progetto del Cab, è intervenuto anche il primo cittadino di Rocca San Felice, Lorenzo Cipriano, che sollecita, prima di ogni cosa, di salvaguardare l’aspetto naturalistico non solo dell’area del proprio comune ma anche dell’intera area. Il Presidente del Monte dei Parchi Picentini, Antonio Palermo, ha sollecitato una sorta di collaborazione istituzionale per potenziare e sostenere anche vecchi progetti. Bisogna impegnarsi e verificare quali possono essere le risorse e le potenzialità da utilizzare. Una riflessione sullo stato dei soggetti protagonisti dello sviluppo territoriale è venuta fuori da Mario Salzarulo. Tra le analisi rilevate dal presidente del Gal Cilsi, sono emerse due considerazioni: l’una che ogni comune crede di avere la giusta formula per garantire il proprio sviluppo. In secondo è importante non sovrapporre e capire esattamente chi è preposto a coordinare le varie attività di sviluppo locale. La capacità dell’Amministrazione provinciale ad essere luogo di sintesi e coordinamento, è stato il concetto evidenziato dal capogruppo della Margherita di Palazzo Caracciolo, Giuseppe De Mita. Non possiamo immaginare linee si sviluppo che siano fuori dai sistemi e locali, provinciali e regionali. La discussione relativa alle caratteristiche della vita sociale ed economica era quella di riempire questi vuoti. Stiamo perseguendo idee giuste ma dobbiamo stare attenti alle linee di sviluppo generali. Dobbiamo ottimizzare gli investimenti, favorendo un’adeguata ricaduta anche sulla economia delle nostre comunità. Prima delle conclusioni è intervenuto l’assessore provinciale ai Lavori Pubblici, Giuseppe Di Milia, che ha ricordato l’importanza di questi progetti, necessari per rilanciare le varie attività culturali, sociali ed economiche delle nostre comunità. Occorre un cambio di mentalità per immaginare diversamente il proprio futuro. Per ottimizzare le azioni c’è bisogno di una concertazione e di concentrare le azioni presenti sul territorio. Le conclusioni tecniche del convegno sono state affidate allo staff tecnico di Sviluppo Italia, composto dal professore Roberto Mascarucci, Pio Grollo e Pietro Calico.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here