Rugby: cuore e grinta non bastano ai lupi, vince la capolista Cus

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Orgoglioso e gladiatorio: sono i due aggettivi che meglio sintetizzano l’Avellino Rugby visto quest’oggi nei primi 40 minuti. Impotente ma ‘impertinente’, quelli adeguati a descrivere la ripresa. A Borgo Ferrovia di scena il match valido per la prima di ritorno del campionato di C tra i lupi e la Dora Sped Amatori Rugby Napoli. Quel Cus che dopo essersi aggiudicato il testa a testa con il Sammaritano guida ancora imbattuto a 48 punti la classifica. E forse proprio la consapevolezza di essere più forti ha giocato un brutto scherzo ai partenopei, scesi in campo convinti di aver gioco facile dei biancoverdi, ed invece costretti a tirar fuori gli artigli per venire a capo di una partita tutt’altro che già vinta. Almeno nella prima frazione. Perché in fondo i problemi della truppa di mister Rea restano sempre gli stessi, quelli di organico. “Con la possibilità di fare qualche cambio forse il finale sarebbe stato diverso”: ha malinconicamente dichiarato a fine gara il tecnico di Pomigliano. 16-63 invece il risultato, che sorride agli ospiti.

TESTA AVANTI – Parte bene Avellino che dopo 5 minuti e già in vantaggio con un bel piazzato di Marco Rauseo. 3 punti per i lupi e Cus che dopo lo schiaffo preso si sveglia e realizza due mete consecutive nel giro di pochi minuti. 3-10, distanze ristabilite e strada spianata, ma il lupo c’è. La reazione dei biancoverdi è veemente. La squadra trova gli equilibri giusti ed inizia a chiudere i rossoblù fino ad arrivare in meta, di forza. Dal ginepraio di gambe a spuntare è la seconda linea Arturo Romeo, classe 74, alla sua prima realizzazione in carriera, abile a rubare l’ovale e a spingerlo a punti con il prezioso sostegno dei compagni. Il premio al gruppo galvanizza il XV irpino che continua a premere. E’ l’apertura Rauseo, autore di una prestazione gagliarda, a mettere la firma al sorpasso sfruttando al meglio una punizione. 11-10 e Avellino che accarezza il sogno di andare al riposo con la testa avanti. Ma il Cus riporta tutti alla realtà, capitalizzando al massimo un buon gioco alla mano proprio sullo scadere: meta, non trasformata – a fine gara solo tre per Napoli i calci aggiuntivi realizzati – e 11-15 col quale si va all’intervallo.

FORZE FRESCHE – Quelle che i partenopei hanno e i lupi no. Uomini contati per Luigi Rea, panchina lunga per gli ospiti e consequenziale nutrita girandola di sostituzioni dagli effetti devastanti. Ben sette le mete realizzate dai rossoblù in quel monologo che è stata la prima mezzora della ripresa. Partenopei che hanno mostrato di avere tutte le carte in regola per vincere il campionato, sia sotto il profilo atletico che sotto quello tecnico, con azioni da applausi e meccanismi di gioco ben collaudati. Dove forse c’è ancora da lavorare per i primi della classe, è sotto il piano mentale. Non è spiegabile infatti – a risultato già abbondantemente acquisito – quel nervosismo affiorato, del quale i lupi hanno fatto presto ad approfittare. Ad involarsi in meta più veloce di tutti Marco Rauseo. Nel finale torna a realizzare Napoli ma questa volta c’è lo zampino dell’arbitro che non vede un piede fuori campo dell’ala rossoblù e assegna gli ultimi 5 punti prima di fischiare la fine.

SALTO DI QUALITA’ – Così ha parlato dei suoi uomini il tecnico dell’Avellino Rugby a fine gara. “Abbiamo dimostrato – ha detto Rea – di aver fatto un grosso passo in avanti. Nella ripresa abbiamo pagato lo stress fisico ma siamo comunque riusciti ad uscire a testa alta dal campo”. Generosa la prova dei biancoverdi, in dispetto al risultato: hanno chiuso con i coraggiosi Maccario e capitan Caliano a stringere i denti nonostante le rispettive distorsioni ad un polso e a una caviglia. “E nel finale hanno anche trovato una meta”, come sottolinea il presidente Roca che definisce ottima la prestazione dei suoi. “Gli evidenti problemi di organico rendono prevedibile il calo della ripresa – ha spiegato – e non giocavamo certo contro gli ultimi arrivati. Il campionato è ancora lungo – ha aggiunto – e di tempo per toglierci delle belle soddisfazioni ce n’è ancora”. E proprio a proposito di campionato, il calendario fornisce un interessante banco di prova già domenica prossima. Se i lupi riusciranno a metabolizzare quanto di buono espresso oggi e l’infermeria dovesse dare buone notizie circa i recuperi di Borriello, Sannino e Montefusco, a Torre del Greco, contro una squadra non imbattibile, si potranno davvero togliere ‘quelle belle soddisfazioni’ di cui parla il presidente biancoverde.

BOLLE IN PENTOLA – Non solo vicende agonistiche nell’orbita dell’Avellino Rugby. Il progetto che vuole il radicamento della palla ovale in Irpinia trova infatti una nuova iniziativa. E’ mister Rea ad illustrarla: “Stiamo allestendo una palestra all’interno dell’impianto di Borgo Ferrovia allo scopo di creare un piccolo polo d’aggregazione sportiva – ha informato – L’obiettivo è quello di offrire un servizio ad atleti di diverse discipline e magari di avvicinamento al mondo del rugby”. Far crescere il movimento: è questa la stretta necessita per la truppa biancoverde, come ribadisce Rea rinnovando il suo appello all’Irpinia e alle istituzioni. “Le autorità locali devono darci una mano e farsi carico di quello che è un patrimonio di tutta la provincia – ha dichiarato – Finora siamo andati avanti con le nostre forze ma senza supporto è veramente dura riuscire a proseguire”. Tra le preoccupazioni del mister c’è il regolamento, che l’anno prossimo rischia di diventare più stringente in fatto di terreno di gioco (potrebbe non essere più idonea la terra battuta) e di rosa (panchina lunga), due questioni insomma tutt’altro che estranee ai lupi. Sul primo fronte il presidente Roca è fiducioso per l’impianto che dovrebbe sorgere nel parco Fenestrelle ma è scettico sui tempi, “potrebbero essere troppo lunghi per le esigenze dell’immediato”. Inoltre ci sarebbe la soluzione erbetta a Borgo Ferrovia, un progetto attualmente al vaglio di Fir e interessati, del quale si attendono gli sviluppi. Più complicato l’argomento rosa con i lupi impegnati su più fronti a cercare nuovi tesseramenti. E’ sempre Rea che ricorda come il rugby sia in grande ascesa e di fatto il quarto sport di squadra in Irpinia (dopo calcio, basket e pallavolo, ndr). “Non posso credere che il territorio non riesca a dare maggiore sostegno a questi ragazzi”, ha osservato concludendo. (di Eddy Tarantino)

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