Rimborsi,archiviazione per Nappi e Zecchino, mosche bianche irpine

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52 consiglieri regionali della Campania hanno ricevuto la notifica degli avvisi di conclusione delle indagini in merito all’indagine per peculato e truffa, il primo reato riguarda i fondi dei gruppi, il secondo al fondo comunicazione. A questi si aggiungono anche tre fornitori che materialmente hanno prodotto le carte per ottenere rimborsi. Per due consiglieri irpini è stata archiviata la posizione: stiamo parlando di Sergio Nappi di Forza Campania e di Ettore Zecchino del gruppo Caldoro Presidente. Dovranno salire le scale del Tribunale invece Antonia Ruggiero, Rosetta D’Amelio e Pietro Foglia. Coloro che restano sotto inchiesta hanno ora 20 giorni per poter chiedere di essere sentiti dal pubblico ministero. Nel caso non mutasse il quadro degli elementi in mano all’accusa, si andrà verso la richiesta di rinvio a giudizio. L’inchiesta del pm Giancarlo Novelli, in forza al pool mani pulite dell’aggiunto Alfonso D’Avino, al lavoro gli uomini del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza hanno ravvisato alcune incongruenze. Gli inquirenti ipotizzano che, grazie a una legge regionale (poi abrogata) che non imponeva l’obbligo di rendicontazione, i rimborsi milionari ai gruppi politici e ai singoli consiglieri siano stati utilizzati per finalità private o comunque impiegati in modo non consono alle finalità pubbliche dei finanziamenti. L’inchiesta, partita nel 2012 nei giorni del caso Fiorito, si riferisce a fatti avvenuti tra il 2010 e il 2012. Ma oltre ai due irpini, sono risultate archiviate le posizioni dei consiglieri regionali Lucia Esposito, Angelo Marino, Francesco Nappi, Carlo Aveta, Fulvio Martusciello, Biancamaria d’Angelo, Gennaro Oliviero, Annalisa Vessella, Carmine Sommese e Angelo Polverino poiché nella rendicontazione delle spese non sono state riscontrate anomalie.

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