Rimborsi-La prova c’è (scontrino), ora dimostrino attinenza politica

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La prova c’è (lo scontrino), ma ora i consiglieri regionali dovranno dimostrare il perché di quella spesa e che attinenza ha con l’attività politica. Allegra, disinvolta, più disparata: dal kit per la tintura dei capelli, ai giocattoli, ai gioielli, ai farmaci, alle cialde per il caffè, ai necrologi. Spese fatte in modo bipartisan da tutti, si salvano solo coloro che per poche ore si sono fregiati del titolo di consigliere regionale a seguito dell’elezione e poi optare per Parlamento. Stando alle analisi dei consulenti della procura per il funzionamento dei gruppi consiliari in regione Campania nella IX legislatura fino allo scorso 31 agosto, sono stati spesi 2.353.331,92 euro di cui 1.464.117,59 erogati a consiglieri con attribuzioni dirette e non documentate, quasi sempre attraverso assegni; 271.321,81 sono uscite documentate coerenti, 99.900,88 uscite documentate non coerenti; 15.711, 58 uscite documentate per fini personali; 84.721,20 è la cifra spesa per collaborazioni e rimborsi a terzi documentati, 180.606,94 per quelli invece non documentati, infine sono pari a 18.868,40 le uscite documentate non coerenti. Lo screening degli investigatori riguarda tutti i gruppi parlamentari: l’Udeur per esempio, ha speso circa 115 mila euro. Le uscite documentate coerenti sono circa 800 euro, quelle non coerenti 4 mila mentre le collaborazioni non documentate sono poco meno di 9 mila euro. Le spese del Pdl ammontano a circa 713 mila euro: i consiglieri hanno ricevuto direttamente oltre 505 mila euro, le uscite documentate coerenti sono pari a circa 61 mila euro, quelle non coerenti pari a 33 mila euro e le uscite per le collaborazioni non documentate sarebbero pari a oltre 112 mila euro. Il Pd, stando ai conteggi degli investigatori, ha speso invece più di 515 mila euro erogando direttamente ai consiglieri oltre 186 mila euro; le uscite documentate coerenti sono più di 40 mila euro, quelle non coerenti circa 3 mila euro quelle per le collaborazioni e i rimborsi documentati 26 mila euro, quelli privi di documentazione 40 mila euro. Infine, vengono individuate altre uscite non documentate pari a 218 mila euro. Il gruppo Nuovo Psi-Caldoro presidente ha uscite per oltre 233 mila euro di cui 174 mila attribuite direttamente ai consiglieri, 6 mila sono le uscite documentate coerenti, 21 mila quelle non coerenti, 12 mila quelle per fini personali, 13 mila sono per le collaborazioni e i rimborsi a terzi documentate, mentre le uscite non coerenti e non documentate ammontano a 4 mila euro. L’Udc ha speso 235 mila euro con 149 mila euro dati direttamente ai consiglieri e non documentati, 34 mila euro di uscite documentate e coerenti, 5 mila non coerenti, 3 mila per fini personali, 36 mila per rimborsi e collaborazioni a terzi documentate e 6 mila per uscite non documentate e non coerenti. L’Italia dei Valori avrebbe speso circa 175 mila euro erogando 158 mila euro direttamente ai consiglieri. Le uscite coerenti sono calcolate per 525 euro mentre le collaborazioni di terzi privi di documentazione fiscale ammontano a 16 mila euro. La spesa del gruppo Libertà e Autonomia Noi sud è di 111 mila euro: buona parte 102 mila euro sono andati direttamente ai consiglieri mentre le uscite documentate sono pari a 375 euro e quelle non documentate e non coerenti sono pari a quasi 9 mila euro. I Pse, partito socialista europeo ha documentato tutte le spese per un totale di 114 mila euro: la maggior parte risultano coerenti (83 mila euro), altre no (31 mila euro). Il gruppo misto ha speso circa 139 mila euro, 85 mila euro sono attribuzioni dirette ai consiglieri, 42 mila euro sono uscite documentate coerenti, poco più di mille euro quelle non coerenti, per le collaborazioni documentate sono stati spesi 7 mila e 500 euro e per quelle non documentate 2 mila e 400.

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