Ex Isochimica, la nota di Angelo D’Agostino (Scelta Civica)

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Roma – Il Deputato di Scelta Civica, Angelo D’Agostino, ha predisposto un documento con il quale si chiede al Ministro dell’Ambiente di avviare le procedure affinché l’area dell’ex Isochimica venga dichiarata sito di interesse nazionale ai sensi della normativa vigente in materia. Il documento è stato inviato a tutti i parlamentari della Campania affinché lo sottoscrivano per poi, in tempi brevi, farlo arrivare sul tavolo del Ministro Andrea Orlando.

Il documento predisposto dal Parlamentare irpino ripercorre gli ultimi esiti delle indagini portate avanti dalla Procura della Repubblica partendo dal sequestro operato lo scorso 3 giugno 2013 quando gli agenti del Corpo forestale dello Stato di Avellino hanno dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo dello stabilimento e dell’area dove era allocata l’azienda «Isochimica S.p.A.», azienda addetta alla scoibentazione di carrozze e vagoni ferroviari.

Secondo quanto reso noto dalla Procura della Repubblica, il provvedimento di sequestro è stato adottato d’urgenza, in quanto dalle ultime verifiche disposte gli inquirenti hanno accertato che lo stato attuale di “ammaloramento” degli oltre 500 cubi di cemento-amianto friabile illecitamente smaltiti dal 1983 al 1988, è tale da imporre per essi una valutazione di generalizzata inidoneità a trattenere le fibre di amianto, la cui dispersione nell’area aziendale esponendo a concreto pericolo, collettivamente, l’incolumità di un numero indeterminato di persone.

In considerazione che l’amianto dell’Isochimica ha già provocato dieci decessi tra gli ex dipendenti dello stabilimento, l’onorevole D’Agostino ha invitato i deputati e i senatori campani a chiedere al Ministro dell’Ambiente che l’area ex Isochimica venga dichiarata sito di interesse nazionale ai sensi della normativa vigente in materia, attivando le procedure di bonifica al fine di salvaguardare la salute di quel numero indeterminato di persone che, secondo quanto stabilito dalla Procura della Repubblica di Avellino, sono esposte a concreto pericolo data la inidoneità delle strutture a trattenere le fibre di amianto.

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