AVELLINO – Societa’ in house, gara europea, capitale sociale, quote dei comuni, debiti e crediti di dubbia esigibilita’, gara europea con societa’ mista pubblico privata o affidamento ad una società in house completamente pubblica. La partita che si gioca sul ciclo integrato dei rifiuti in provincia di Avellino e’ davvero difficile da spiegare in parole semplici e soprattutto per molti versi sembra anche paradossale. C’è una società completamente pubblica, che possiede strutture come lo Stir e discariche, che vanta crediti per circa 41 milioni di euro dai Comuni, che dovranno scegliere a stretto giro, e’ stato chiarito però non in un termine perentorio alla data del 22 dicembre se acquistare le quote della societa’ o meno. IrpiniAmbiente, come ha ricordato ieri il presidente della Provincia Rizieri Rino Buonopane, a quel punto rischia (come fotografato efficacemente dal sindacalista Michele Caso in un’intervista) di essere la prima società a “morire di crediti”. Per questo ci sono 113 sindaci da convincere. 81 di loro ieri, direttamente o attraverso dei delegati o collegati da remoto, hanno partecipato ad un confronto a Palazzo Caracciolo, dove e’ emersa la legittima preoccupazione di varie tipologie di amministratori: quelli che temono per i debiti e il contenzioso della societa’ (raccolto in una nota dell’ex sindaco di Aiello Urciuoli), quelli che temono che la situazione debitoria e i rischi possano poi riflettersi e abbattersi sulle casse dei comuni, i comuni in predissesto che invece non sanno come acquisire le quote, quelli che hanno dubbi sulla base dei cinque rilievi del revisore dei conti uscente della societa’ che aveva dato parere negativo. In quattro ore circa di confronto, ai rilievi più gravi, in primis quello sul contenzioso, ha assicurato il management della società che le somme per 14 milioni sono già state accantonate. Sul bilancio e sul parere negativo, oltre al dato che c’è stata poi una relazione positiva del Collegio dei Revisori, di una società specializzata e l’approvazione da parte della Provincia, sembrano superati i rilievi. Sulla solidità della societa’ come ha ribadito il responsabile del Settore Finanziario di Palazzo Caracciolo Principe, il vero fatto per cui anche i crediti e la loro esigibilita’ da parte di IrpiniAmbiente non siano un rischio e’ rappresentato dalla circostanza che i creditori non sono terzi o privati, ma sono gli stessi Comuni, che sono chiamati per legge a coprire con le entrate per la gestione del ciclo dei rifiuti tutta la stessa somma. Le risposte ai rilievi normativi sono poi arrivate dal dirigente della Regione Campania Michele Scognamiglio. Tutti convinti? Questo lo sapremo nelle prossime ore. Intanto due cose sono chiare. Il problema e l’ostacolo principale, ovvero la scelta di individuare un soggetto gestore completamente pubblico, come ci ha tenuto a ribadire il presidente dell’Ato Vittorio D’Alessio, ormai è consolidata. Restano da smussare solo alcuni dettagli economico finanziari. Ci sara ‘ allora la nuova IrpiniAmbiente dei Comuni? A quanto pare tutto dovrebbe propendere per una soluzione positiva. Intanto due sono le cose chiare su cui possiamo rendicontare. Il percorso che ha portato a questa soluzione e le quote che dovranno versare i comuni.
LA CRONISTORIA
La cronistoria della scelta di affidare ad una societa’ in house con capitale sociale acquisito dai Comuni e’ contenuta nella delibera di giunta dell’Ente d’Ambito approvata lo scorso 17 ottobre. A partire dalla nota prot. 1151 del 6.9.2024 detta delibera, corredata di allegato, è stata trasmessa .alla Provincia di Avellino per acquisire la disponibilità alla cessione delle quote di partecipazione alla società provinciale Irpiniambiente s.p.a. a favore dei 113 Comuni dell’ATO Avellino. Il primo atto, che viene riscontrato con una nota prot. 54362 del 26.11.2024 in cui la Provincia di Avellino ha comunicato la disponibilità .alla predetta cessione ad un valore pari a 2.542.927,57 € (delibera consiliare n. 113 del 18.11.2024). Il valore della societa’ viene fissato a due milioni e mezzo di euro. Il 25.9.2024 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, con nota prot. 88383, ha chiesto all’Ente d’Ambito: (i) copia della Relazione ex art. 14 del d.lgs. n. 201/2022, come approvata con delibera del Consiglio d’Ambito n. 22 del 25 settembre 2024; ogni eventuale ulteriore delibera successivamente adottata dall’Ente in relazione all’affidamento in oggetto.
Qui inizia un carteggio con l’AGCM. A partire dalla nota prot. 1190 del 27.9.2024 è stato trasmesso all’AGCM quanto richiesto. l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato con nota prot. 99679 del 6.11.2024 ha trasmesso un Parere ai sensi dell’art. 21 bis della Legge 10.10.1990 n. 287 a seguito del quale si è reso necessario, con deliberazione del Consiglio d’Ambito n. 25 del 30.12.2024, approvare l’Integrazione alla Relazione illustrativa della scelta della modalità di gestione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani (d.lgs. 201/2022, art. 14, commi 2, 3 e 4; art. 31, commi 1 e 2); Con nota prot. n. 1366 del 31 dicembre 2024 la suddetta integrazione è stata trasmessa all’AGCM. Il 27 gennaio 2025 è pervenuto un ulteriore Parere dell’Autorità ai sensi dell’art. 21 bis della L. 287/90 sull’ultima delibera citata; detto parere riteneva “che le ulteriori determinazioni contenute nella deliberazione n. 25/2024 e nell’allegata documentazione, relative alla scelta della modalità di affidamento in house del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, siano ancora carenti sotto il profilo istruttorio e prive di una esaustiva e adeguata motivazione, in contrasto con quanto previsto dall’articolo 14 del d.lgs. n. 201/2022” e che “Ai sensi dell’articolo 21-bis, comma 2, della legge n. 287/1990, l’Ente d’Ambito Avellino dovrà comunicare all’Autorità, entro sessanta giorni dalla ricezione del presente parere, le iniziative adottate per rimuovere le violazioni della concorrenza sopra esposte. Laddove entro il suddetto termine tali iniziative non dovessero risultare conformi ai principi concorrenziali che sottendono alle normative violate, l’Autorità potrà presentare ricorso entro i successivi trenta giorni”. Così la delibera del Consiglio d’Ambito n. 11 del 26.3.2025 è stato riscontrato quanto rilevato dall’AGCM con parere del 27.01.2025 e trasmessa la documentazione con nota prot. 194 del 27.03.2025. Il 10 aprile 2025 con prot. 27270, l’Autorità ha comunicato che nell’adunanza dell’8 aprile 2025, ha preso atto della comunicazione e della documentazione trasmessa da questo Ente il 27 marzo 2025 e ha valutato il contenuto della deliberazione n. 11 del 26 marzo 2025 e della documentazione allegata, idonei a far venire meno i presupposti per un’eventuale impugnazione dinanzi al giudice amministrativo del provvedimento contestato con il predetto parere motivato.
LE QUOTE DEI COMUNI PER IL CAPITALE SOCIALE
Le quote di acquisizione da parte dei Comuni di IrpiniAmbiente sono sempre contenute in un prospetto (allegato all’articolo) che nella stessa delibera del 17 ottobre 2025 riporta come : “Il valore di cessione della società Irpiniambiente s.p.a. è pari a 2.542.927, 57 €, il capitale sociale è pari a 2.500.000 € costutito da n. 2.500 azioni dal volore nominale di 1.000 €/cad. L’attribuzione delle quote di acquisizione da parte dei Comuni è stata determinata proporzionalmente alla popolazione di ciascuno di essi. Il valore unitario della quota di cessione (7,58 €) è stato determinato dividendo il valore di cessione (2.542.927,57 €) per la popolazione residente al 1 gennaio 2024 (335.346 ab) dei Comuni elencati in tabella . Il valore di acquisto della società per ciascun Comune è stato calcolato moltiplicando il numero di abitanti per il valore della quota di cessione. Tenuto conto che il valore di cessione (2.542.927, 57 €) è diverso dal capitale sociale (2.500.000 €), la suddivisione delle azioni spettanti a ciascun comune è stata ripametrata al capitale sociale. Data l’indivisibilità delle azioni si è arrontondato per difetto o per eccesso il numero teorico delle azioni con il quale il Comune parteciperà al capitale sociale”.

