Rendiconto 2025, Ansalone: «Voto contrario, servono chiarezza e trasparenza sui conti»

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«Non è un atto di opposizione, ma di responsabilità nei confronti dei cittadini». È questa la posizione della consigliera comunale Anna Ansalone, che ha espresso voto contrario al Rendiconto 2025 del Comune di Montoro.

Una scelta, spiega Ansalone, maturata alla luce delle criticità evidenziate dall’Organo di Revisione, contenute nel verbale n. 08 del 25 luglio 2026. «Non parliamo di valutazioni politiche – sottolinea – ma di rilievi contenuti in un documento tecnico sottoscritto dai Revisori».

Tra gli elementi evidenziati, un risultato di amministrazione con una parte disponibile negativa di circa 2,347 milioni di euro e la mancata previsione a bilancio delle somme necessarie ad avviare il ripiano del disavanzo previsto dal piano di riequilibrio, pari complessivamente a circa 14,8 milioni di euro.

I Revisori hanno inoltre sollevato criticità sul riaccertamento dei residui, sul Fondo crediti di dubbia esigibilità, sul Fondo contenzioso e sulla determinazione della cassa vincolata.

Particolare attenzione, secondo la consigliera, merita anche la crescita della spesa corrente, passata da 10,39 milioni nel 2024 a 10,89 milioni nel 2025, con un incremento di circa 500 mila euro. «In un Comune chiamato a ripianare un disavanzo di quasi 15 milioni e che ha perso importanti contributi legati alla fusione – afferma Ansalone – un aumento di questa portata deve essere spiegato, giustificato e attentamente monitorato».

Ansalone chiede quindi che vengano completati e documentati gli accertamenti sui residui, che siano rideterminati i fondi indicati dai Revisori, che venga fatta chiarezza sulla cassa vincolata e che siano spiegate le ragioni dell’aumento della spesa corrente.

«I cittadini hanno il diritto di sapere come vengono utilizzate le risorse pubbliche, soprattutto quando vengono loro richiesti sacrifici. I conti devono tornare non solo sulla carta, ma nella realtà».

Infine, la consigliera pone una questione politica: « Mentre ai cittadini vengono richiesti sacrifici e acconti elevati, dobbiamo interrogarci sulle variazioni di bilancio, sull’aumento della spesa e sulle scelte dell’amministrazione, compreso l’incremento delle indennità. Sono domande semplici, alle quali i cittadini hanno diritto di ricevere risposte altrettanto chiare».

«Il mio voto contrario – conclude Ansalone – nasce dalla volontà di tutelare i cittadini, i contribuenti onesti e la trasparenza amministrativa. Non è una questione di maggioranza o opposizione: è una questione di responsabilità e di correttezza contabile».