Regione-Imbustamento pane, D’Ercole contro Cozzolino

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Regione, è ancora polemica. Il capogruppo di Alleanza Nazionale Franco D’Ercole fa sentire alta la sua voce. L’esponente finiano dice la sua senza peli sulla lingua rispetto ad una legge che seppur entrata in vigore, sembra non avere gli effetti sperati a causa a suo dire di “una assenza di intervento nell’applicazione della legge sull’imbustamento del pane, ufficialmente in vigore dal 7 agosto scorso”. La legge obbliga i panificatori ad indicare sulla busta il giorno di preparazione, la data di scadenza e la provenienza del prodotto ed è stata proposta, inoltre, quale deterrente contro ogni forma di abusivismo nel settore. Se venissero concesse altre licenze, infatti, ci si potrebbe trovare a combattere una vera e propria guerra della fame. La proposta, dunque, nacque a suo tempo per mettere in regola chi è in nero, determinando, nel contempo, un aumento anche dell’occupazione. Sul banco degli imputati Andrea Cozzolino assessore regionale alle Attività Produttive. Secondo l’on. D’Ercole, il Consiglio in questo modo mette a repentaglio la sua credibilità. “Così stanno facendo perdere credibilità all’istituzione regionale. La credibilità di un’assemblea legislativa – sottolinea D’Ercole – è direttamente proporzionale alla sua capacità di dotarsi di strumenti idonei a far rispettare le norme da essa stessa emanata. Sarebbe il caso, quindi, che Andrea Cozzolino, assessore alle attività della Regione, cui sarebbe toccato dare le disposizioni necessarie perché questa normativa venisse rispettata dagli operatori di settore, ci spiegasse i motivi del ritardo e come, nonostante tutto, lui continua a non assumere alcuna iniziativa”.  “Sarebbe, oltretutto, davvero grave – ha continuato – se, come si sostiene da qualche parte, il silenzio e la mancata applicazione della legge stessa, fosse dovuto al fatto che qualcuno – sulla scia di pressioni di pseudo associazioni di panificatori – stia pensando ad una sua possibile modifica entro il prossimo settembre. Se così fosse, significherebbe che, per i nostri amministratori, lobby e consorterie di potere e clientelari sono più importanti della legge”.  “Tanto più che – conclude D’Ercole – stiamo parlando di una normativa di civiltà, i cui principali obiettivi sono quelli di preservare, con la tracciabilità del prodotto, la sua genuinità e, quindi, la salute dei cittadini;  combattere l’abusivismo di certi  ‘ambulanti’ che vendono – senza alcuna precauzione igienica – il pane agli angoli delle strade e magari, vicini a montagne di rifiuti e, quindi, difendere la legalità”.  Insomma nonostante la Campania sia stata la prima regione d’Italia ad avvalersi del provvedimento contro l’abusivismo – presenti sul territorio 3.700 panificatori muniti di regolare licenza e 2.800 abusivi – e nonostante siano previste severe sanzioni che vanno da 500 a 2500 euro, la sua applicazione sembra rimanere al palo.  

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