Regione – D’Ercole contro “gli sprechi: un affronto ai cittadini”

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Regione – “E’ la dimostrazione più lapalissiana che la questione morale in Campania è stata affrontata in maniera soltanto parziale”. Così, il capogruppo regionale di Alleanza Nazionale, Francesco D’Ercole, intervenendo a proposito delle notizie di stampa sulle risultanze del dossier ministeriale a proposito della liceità delle spese sostenute dal commissariato stesso nella lotta contro l’emergenza rifiuti, nel decennio 1994/2004, predisposto dall’ispettore generale del Ministero delle Finanze, Natale Monsurrò, e presentato l’altro giorno alla commissione bicamerale per i rifiuti. “Uno spreco enorme che ha gonfiato il debito del commissariato rifiuti fino a farlo esplodere: 400milioni di euro ovvero 800miliardi di vecchie lire. E del quale qualcuno, prima o poi dovrà pur rispondere” “Non si può fingere – ha aggiunto – di non accorgersi dei settantamila euro per chiamate alle chat linee e linee porno e, soprattutto se si pensa ai risultati ottenuti, di fronte agli oltre 7milioni di euro (14miliardi di vecchie lire) dilapidate in consulenze varie. Fra cui spiccano, il milione di euro incassato da un noto avvocato napoletano che collabora anche con altre amministrazioni locali; i 400mila euro (800miliondi di lire) percepiti dall’attuale presidente della provincia di Napoli, Dino Di Palma per consulenze offerte alle indagini sul sottosuolo. Ma che competenze ha un medico di base, in materia di sottosuolo?; ai 73mila euro (146milioni di lire) corrisposti ad un ragioniere di Bergamo; agli 857mila euro (1miliardo e 714milioni) per pagare gli affitti delle sedi della struttura commissiarale e neanche può passare sotto silenzio la questione dei 2.300 lsu pagati per non lavorare”. “Come si vede – ha sottolineato il capogruppo di An – stanno venendo alla luce tutte le questioni che Alleanza Nazionale, sta denunciando da tempo. Tra il silenzio della Giunta regionale e della maggioranza consiliare che la regge”. “Uno spreco – ha rilevato – che, mentre, da un lato, mette ancora una volta in dubbio la trasparenza degli atti regionali, dall’altro, vista la situazione economica generale, rappresenta un affronto per i nostri corregionali e, soprattutto, per i più poveri”. “E si badi bene – ha concluso D’Ercole – che siamo solo agli inizi e, per il momento, si conoscono soltanto le indiscrezioni”.

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