Referendum, Woodcock a “Piazza Pulita”: la Riforma e’ una batosta alla Costituzione

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NAPOLI- “Ho deciso di venire e di partecipare perché questo è un momento molto critico. Questo è un momento in cui quei valori, quei principi di democrazia che pensavamo essere entrati nel nostro Dna sono seriamente messi in dubbio”. E’ cosi’ che il pm antimafia Henry Jhon Woodcock spiega a Riccardo Formigli il perché del suo ritorno, dopo anni, in un programma televisivo, appunto quello di “Piazza Pulita” su La 7. Ed e’ un ritorno dove non sono mancate le scintille, anche perché l’altro ospite e il rappresentante del fronte del Si’ era Giorgio Mule’, il parlamentare forzista e vicepresidente della Camera dei Deputati che con il magistrato non ha certo un rapporto idilliaco, come e’ emerso nel corso del confronto quando Mule’ ha fatto riferimento all’indagine nei suoi confronti condotta da Woodcock che si era chiusa con un’archiviazione e alle migliaia di telefonate intercettate, costringendo Formigli più volte ad intervenire e lo stesso Woodcock a ricordare che non si discuteva sulle sue indagini ma sul tema referendario, ricordando che la mancanza di confronto e i riferimenti “terra terra” sono una costante soprattutto tra i sostenitori del Si’. Il motivo per cui il magistrato è tornato in TV e quei valori nel DNA democratico venuti meno e messi a rischio dalla Riforma Nordio, il pm li ha rappresentati rispondendo ad una domanda del conduttore sul rischio che la riforma alteri l’equilibrio tra poteri dello Stato: “Ritengo che la separazione dei poteri sia a rischio e ritengo che sia a rischio soprattutto l’equilibrio dei poteri, che e’ un po l’altra faccia della medaglia. Cioè, in una situazione così complicata, con una crisi dei valori democratici evidenti, noi ci accingiamo a dare una batosta seria alla Costituzione. Perche’ , fermo restando che e’ vero che la Costituzione può essere modificata, e’ previsto dalla stessa Costituzione, incidere in questo momento storico su quella parte della Costituzione che disegna un sistema di equilibrio e separazione dei poteri, secondo me è una cosa molto pericolosa”.
LE SCINTILLE CON MULE’ SU SEPARAZIONE E SORTEGGIO
Il vicepresidente della Camera legge un articolo di Woodcock del 4 aprile 2021 in cui si dice favorevole alla separazione delle carriere, parlando di un giudice a cui piace vincere facile. “Lo ha scritto lei o ha un fratello gemello?”. E il magistrato ha spiegato che non e’ contrario alla separazione della carriere, anzi: “probabilmente lei non ha seguito con attenzione la prima parte del mio intervento”. E quando Mule’ dice: “lei deve rispondere, perché qui mica fa il pm. Deve argomentare: perché prima avete vita facile…”. E Woodcock: “ma questo è un monologo, perché io non vivrei drammaticamente la separazione delle carriere. A costo di essere impopolare, quando ho scritto quell’articolo, che rivendico vigorosamente, ho sempre sostenuto che la divisione delle carriere, a parte che già esiste nei fatti…” E Mule’ interrompendolo ha ricordato che “sono le funzioni non le carriere”. E il pm ha continuato: “e’ una cosa non solo auspicabile, ma io le dico di più, perché non so se non lo ha letto tutto o non lo ha compreso fino in fondo, perché oltre ai meccanismi di separazione sarebbero indispensabili dei meccanismi che rendessero più trasparente l’attività del pubblico ministero. Le dico di più: il centrosinistra ha enormi responsabilità. Perche ci saremmo dovuti sedere al tavolo e fare una riforma sulla separazione delle carriere, prendendo il canovaccio di quello che era un genio, quello di Frigo. Lei lo ha sentito nominare?”. Mule’ gli risponde di conoscerlo meglio di lui, visto che è stato anche il suo avvocato. Il problema della Riforma Nordio per Woodcock e’ il sorteggio. “Ah, ora è il sorteggio” esclama Mule’. “No, ora, l’ho sempre detto”. E Mule’ gli ha ricordato: “noi accettiamo sei giudici popolari nelle Corti di Assise estratti a sorte, noi accettiamo che i magistrati vengano estratti a sorte per giudicare i ministri e non che lattai, fruttivendoli, panettieri, con tutto il rispetto, siano al Csm. Ma tra settemila magistrati quelli che già hanno superato il concorso e giudicano per l’ergastolo”. Il sorteggio non è un sistema democratico, lo ha detto il suo presidente del Consiglio” e Mule” ha detto: “lasci perdere”. “Non lascio perdere- ha incalzato Woodocock- perché in ogni sistema democratico uno si elegge i propri rappresentanti, ma lei lo sa che anche i boys scouts eleggono i propri rappresentanti, persino i massoni, perché i massoni hanno rappresentanza politica? “. E Mule’ ha invitato Woodcock a non mischiare le pere con le mele. “Le sto dicendo che il sistema del sorteggio e’ un sistema abnorme, voglio sceglierlo io il “fesso”, perché in questo modo si crea un vincolo di responsabilita’”.