Referendum, Woodcock al “Fatto Quotidiano”: modifica rapporto pm- Polizia vero pericolo

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NAPOLI- “Il tanto paventato pericolo della sottoposizione del pubblico ministero al “potere esecutivo” è solo un falso
problema”. Parola di Jhon Henry Woodcock. Il pm antimafia e’ intervenuto sulle prospettive aperte dal voto per il Referendum sull’ ordinamento giudiziario questa mattina dalle colonne de “Il Fatto Quotidiano” . Presto spiegato il perché: “E non solo perché, a fronte di un C-
sm,.meglio di due Csm, con una componente laica rinforzata rispetto alla componente togata basterà incidere e orientare la nomina dei capi delle più grandi Procure d’Italia. Ma anche, e forse soprattutto, perché la naturale e peraltro
già annunciata conseguenza della riforma costituzionale oggetto del quesito referendario sarà una radicale modifica dei rapporti tra l’ufficio del pm e la polizia giudiziaria”. Per il magistrato e’ una questione “rimasta sotto traccia nell’agone
della stimolante contrapposizione pur se non sempre immune da sgradevoli personalizzazioni incui si fronteggiano i fautori del Sì e quelli del No”. E Woodcock ha messo in risalto come “Da una parte, cè il ripetuto riferimento, per esempio, alla possibile emulazione del sistema anglosassone (e lo specifico riferimento ai poter attribuiti a Scotland Yard); dall’altra, gli interventi legislativi già passati e quelli annunciati in particolare in materia
di “sicurezza” vanno esattamente in questo senso, ovvero verso una sempre più accentuata separazione dei compiti di indagine, assegnati in via esclusiva alla polizia giudiziaria, da quelli del’azione penale, attribuiti al pubblico ministero”. Al termine della sua lettera (che trovate integralmente sull’edizione de “Il Fatto Quotidiano”) : “Per essere ancora più chiari, e al di là di ogni tecnicismo, la inesorabile
conseguenza di tutto ciò sarebbe la vanificazione, in un colpo solo, dei
principi costituzionali dell’indipendenza del pubblico ministero (e di riflesso della magistratura giudicante) dal potere politico e dell’obbligo di esercitare l’azione penale nei confronti di chiunque, chỉ ne farebbe le spese sarebbe ancora la gente comune, ovvero la parte più debole della popolazione, a tutto vantaggio perdonatemi la banalità della locuzione
đei “colletti bianchi”. Chiedendosi invece:
“se non si sarebbe potuto evitare tutto ciò, ovvero il concreto sconvolgimento del sistema costituzionale, sforzandosi, invece, di approntare poche (ma buone) modifiche, introdotte con interventi legislativi ordinari, idonee ad accentuare definitivamente quella separazione tra pubblici ministeri e giudici che di fatto davvcro già csiste, garantendo qucll’autonomia dell’arbitro, c cioè del giudice, che è ľ’unica e reale fondamentale esigenza a garanzia dell’imputato..Tutto questo davvero poco ci “azzecca” non solo con Scotland Yand, ma anche con l’elezione dei Csm, che così rischia di essere ridotta a una specie di lotteria”.