Referendum, si mobilita il fronte del Si Aufiero: una battaglia di civilta’

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AVELLINO- “Il decalogo del No al Referendum e’ allucinante. Leggetelo. Le ragioni del No sono che questa riforma non velocizza il processo civile, che il numero dei magistrati resta sempre lo stesso. A queste dieci pagine del No ne manca solo una: che la riforma non risolve il problema degli ascensori che non funzionano”. Il fronte del Si’ al Referendum alla Riforma Nordio sull’ordinamento giudiziario, meglio noto come quello sulla “separazione delle carriere” dei magistrati si mobilita anche in Irpinia. A chiamare all’impegno, senza lesinare sarcasmo sulle ragioni del no sono stati nuovamente i rappresentanti della Camera Penale Irpina. Le parole del presidente Gaetano Aufiero nel corso del settimo incontro della Scuola di formazione della Camera Penale con un argomento di stretta attualità, quello dell’interrogatorio preventivo, che si e’ svolto nell’Aula Livatino del Palazzo di Giustizia. Il confronto, moderato dall’avvocato Alfonso Laudonia, ha visto la relazione del penalista Giuseppe Saccone e l’intervento, oltre ad Aufiero, del penalista Luigi Petrillo. “Questa battaglia che stiamo conducendo e che da sabato, ringrazio dell’impegno Simone e Francesco ( gli avvocati Simone Imparato e Francesco Perone, referenti per le Camere Penali del Comitato per il Si’) per lo adozione e per l’impegno che stanno mettendo in questa battaglia e che continueranno a mettere in questi due mesi che ci separano dal Referendum. Tutti coloro che credono in questa battaglia di giustizia e di civiltà si impegnino, insieme a tutti noi. Partiremo con l’iniziativa delle 129 piazze, sabato mattina in Piazzetta Agnes, vi aspettiamo perché possiate con noi impegnarvi non solo alla divulgazione del decalogo ma anche del giusto pensiero del si”. Proprio il penalista Luigi Petrillo ha condiviso il collegamento prospettato dall’avvocato Laudonia in apertura dei lavori tra l’introduzione dell’interrogatorio preventivo e la separazione delle carriere: “questo file rouge- ha spiegato Petrillo- credo che sia profondamente vero e facilmente riscontrabile riflettendo su una cosa. In realta’ nella campagna referendaria che stiamo conducendo da alcuni mesi, noi stiamo dicendo che l’esigenza di una separazione delle carriere e’ avvertita in modo fortissimo perché occorre denunciare il sistematico appiattimento del giudice per le indagini preliminari rispetto alle richieste cautelari e le richieste di intercettazioni del pubblico ministero. Perche’ diciamo che la separazione delle carriere può limitare questa che è una stortura del sistema? Perché separando le carriere si crea una cesura tra l’ufficio del pubblico ministero e quello del Gip e quindi tende ad impedire l’ appiattimento. L’ interrogatorio preventivo, se ben ci riflettete e’ funzionale allo stesso scopo. Crea una cesura tra la richiesta di misura cautelare e la concessione, tra cui si incunea il contraddittorio tra pubblico ministero e Gip. L’ avvocato propone delle allegazioni, tese a depotenziare la richiesta di applicazione della misura cautelare del pubblico ministero. Quindi ha ragione Alfonso nel dire che è in linea con l’evoluzione del sistema ordinamentale del nostro Paese. L’ interrogatorio preventivo e’ coerente con queste evoluzioni”.