Referendum, il Procuratore Gratteri: il manovratore non vuole essere disturbato

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NAPOLI- “L’obiettivo è quello di indebolire il sistema giudiziario e indebolire la magistratura, per non essere disturbati. Il manovratore non vuole essere disturbato”. Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica di Napoli, ha risposto così ieri sera all’ultima domanda di Riccardo Iacona a “Presa Diretta”, spiegando quale a suo giudizio e’ l’obiettivo della riforma Nordio. Proprio le dichiarazioni del Guardasigilli e del Ministro Salvini ha risposto: “Invito alla lingua italiana, che si impara alle scuole elementari. Ho detto che per il sì voteranno mafiosi e massoneria deviata, stavamo facendo un discorso più ampio, stavamo parlando della Calabria, stavamo parlando della ndrangheta e di quello che avevamo fatto in Calabria nei sette anni a Catanzaro con i giovani magistrati e la polizia giudiziaria. Questo non vuol dire che chi vota si e’ mafioso. Questa è lingua italiana. Hanno volutamente, scientificamente ribaltato il ragionamento per fare confusione e cercare di delegittimarmi. Ma la gente ha capito e sta capendo. Perché la sera stessa in un’ altra trasmissione di un’ altra rete ho fornito una spiegazione. Chi continua ad insistere e’ in malafede. Non su quello che ho detto ma sul mio pensiero. Allora Iacona ha chiesto perché i massoni dovrebbero essere contenti se passasse il sì al Referendum? “Ovvio che se la magistratura e’ più debole sarà meno efficiente. Sara’ meno serena nel lavorare”. Il merito, appunto: “La gente deve sapere che è la prima volta che nei due passaggi parlamentari una Riforma ottiene il via libera senza che venga cambiata una virgola- ha spiegato Gratteri- e la gente deve sapere che è anche la prima volta che vengono cambiati sette articoli della Costituzione non uno. Si cambiano sette articoli della Costituzione e ancora stiamo qui, anziché trattare il merito della Riforma andiamo a vedere se quello ha i calzini azzurri o la cravatta arancione. Se noi abbiamo detto che ogni anno solo 30 magistrati da giudici diventano pubblici ministeri e viceversa a loro richieste e che se lo ottengono devono cambiare Regione, mi spiegate perché cambiare sette articoli della Costituzione per questo? E allora siccome abbiamo una intelligenza media pensiamo che per trenta persone non si cambiano sette articoli della Costituzione”.
La cultura della Giurisdizione non deve vedere divisi pm e giudici: “Si faceva l esempio della squadra di calcio. L’ arbitro, che e’ il giudice, il pubblico ministero e l’avvocato. Quando si fa questo esempio però nessuno dice che il pubblico ministero ha l’obbligo di cercare prove anche a favore dell’imputato. Allora mi fate capire perché, se siamo pari, perché il pm ha questo obbligo e invece l’avvocato non ha l’obbligo di presentare davanti al giudice le prove contro il suo cliente. E’ improprio allora l’esempio. Non riesco ad immaginare giudice e pm che non siano sotto la stessa cultura della giurisdizione..Lo ha spiegato bene l’avvocato Coppi, che ha detto: non immagino che un giudice condanni per fare un piacere al pubblico ministero”. Altro ragionamento del magistrato e’ relativi al fatto per cui e’ stato pure detto: “Poi si e’ fatto l’esempio che dobbiamo separarli perché se no quando vanno al Csm si vendicano l’un l’altro. Stando a questa logica, dovremmo avere quattro Csm. Perche’ se il giudice di Appello da’ torto a quello di primo grado, il secondo va al Csm e si potrebbe vendicare del giudice di Appello..Stessa cosa vale per il secondo se a dargli torto e’ la Cassazione. Dovremmo avere, alla luce delle cose che stanno dicendo, tre Csm per i giudici (primo grado, Appello e Cassazione) e uno per i pm. Certo che abbiamo una bella considerazione della Magistatura.
Le parole di Nordio sul controllo della Magistatura: “Non so cosa debba controllare. Lui ha 18 ispettori al Ministero e continuamente dice che il Csm non fa il suo lavoro, che non condanna. Ma poi, perché in un anno hanno fatto solo sei appelli. Ma appellali tutti. Ogni volta che ritieni che in un ufficio giudiziario ci siano degli abusi, manda gli ispettori. E’ inutile che lo dici alle televisioni”. Nei giorni scorsi era stato riferito che tre anni fa lo stesso Gratteri era per il.sorteggio per i componenti del Csm: “Qualcuno in malafede continua a dire: ma Gratteri tre anni fa era d’accordo sul sorteggio. Ma questo non lo è. Il sorteggio sarà solo per giudici e pubblici ministeri. I laici, quelli nominati dal Parlamento, non sono sorteggiati. E’ una mezza truffa e vi dico perché. Cosa fa il Parlamento? Indica cento nomi che saranno inseriti nell’urna per i Csm. Questo me lo chiamate sorteggio? Già i cento nominati rispondono da un punto di vista ideologico di fedeltà e di nomina politica. Tra questi sorteggiato. Mentre per i magistrati saranno sorteggiati tutti”.