Daniele Silvestri “riscalda” Ariano: la recensione del concerto

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Pasquale Manganiello –  L’Acrobati in tour di Daniele Silvestri fa tappa ad Ariano Irpino per circa 3 ore di ottima musica.

Il cantautore romano sfida la temperatura autunnale con camicia e gilet ed anticipa il singolo del suo ultimo album “La mia casa” con la frase un pò paracula, considerando l’aspetto meteorologico per niente invitante, “ora la mia casa è l’Irpinia”. L’artista comunicherà costantemente con il pubblico per tutta la serata, non lesinando sorrisi, battute ed approcci divertenti.

Quali alibi, Strade di Francia, Amore mio, Me Fece Mele a Chepa, Acrobati, Precario è il mondo. Le cose in comune, Ma che discorsi trasportano la piazza gremita di Ariano nella dimensione che l’artista romano crea con maestria, lasciando sospeso il pubblico tra gioioso divertissement ed intimismo, visionarietà e racconto sociale.

Silvestri presenta più volte la sua band formata da Daniele Fiaschi alla chitarra, Gianluca Misiti e Duilio Galioto alle tastiere, Piero Monterisi alla batteria, Gabriele Lazzarotti al basso, Marco Santoro alla tromba, al fagotto e ai cori, e Sebastiano De Gennaro alle percussioni.

silvestri 2“Non si può accettare una scomparsa del genere”, sussurra Silvestri al microfono quando nel video wall appare l’immagine di Falcone e Borsellino, dopo aver cantato L’appello.

E poi Le navi in cui l’artista nato nella Capitale 48 anni fa parla delle tragedie nel Mediterraneo e di quei viaggi caratterizzati dalla “più grande disperazione insieme alla più grande speranza”.

La guerra del sale, con la presenza virtuale di Caparezza sullo schermo, fa cantare e saltare tutti, così come i classici Il Mio Nemico, Gino e l’Alfetta, Salirò.

Un video che racchiude il voto del ’46, un’intervista a Berlinguer e le manifestazioni Lgbt, fa da apripista all’intensità e all’impegno politico di A bocca chiusa.

Dopo la caratteristica esecuzione di Testardo è il momento delle richieste: Occhi da orientale, l’Y 10 bordeaux, L’autostrada, La Paranza, Il Flamenco della doccia, prima degli ultimi due classici, ovvero Aria e l’immancabile gran finale con Cohiba, che va a chiudere lo show dopo circa tre ore di live.

L’edizione riuscitissima dell’Ariano Folk Festival (boom di presenze quest’anno) si è chiusa quindi col botto, con un artista che ha messo in campo vent’anni di carriera, un percorso artistico coerente, politicamente schierato, testi speciali che trattano i temi più disparati con la capacità unica di saper miscelare i vari elementi all’interno della stessa canzone.

Dopo quasi tre ore di concerto Daniele Silvestri raccoglie il saluto finale e si concede ai fan per autografi e selfie: in simbiosi costante con lui un pubblico di diverse età, proveniente da mondi anche a volte molto distanti tra loro, un pubblico sincero come l’uomo sul palco.

 

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