Le reazioni alla nomina di Lenzi nuovo Amministratore dell’Alto Calore

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Antonello Lenzi è stato nominato nell’Assemblea di ieri nuovo Amministratore dell’Alto Calore. L’avvocato fallimentarista avellinese, espressione dell’asse Pd–Italia Viva, l’ha spuntata con il 50,2 per cento su Massimo Zeno, candidato del Presidente della Provincia Rizieri Buonopane e del sindaco di Avellino Gianluca Festa.

Ecco le reazioni di alcuni esponenti politici

Gianfranco Rotondi, Deputato di Democrazia Cristina con Rotondi:
“Desidero esprimere un augurio di buon lavoro al nuovo amministratore dell’Alto Calore Antonello Lenzi, che conosco da sempre, ed ha le qualità professionali e morali necessarie per affrontare una situazione amministrativa di grande difficoltà.
È appena il caso di ricordare che il consorzio nasce da una intuizione dell’indimenticabile Fiorentino Sullo, ed è un patrimonio irrinunciabile della comunità irpina. La politica non lo ha aiutato, mai. Ricordo con gratitudine l’impegno di Stefano Sorvino che ne fu presidente trenta anni fa, e ne risanò il bilancio con scelte di grande indipendenza dalla politica di allora. Sono certo che l’avvocato Lenzi sarà capace di un nuovo miracolo, e mi auguro che subito si ricomponga una filiera politica e istituzionale di granitica unità sul comune impegno di salvare una eccellenza della provincia di Avellino”.

Stefano Farina, Presidente di Azione Avellino:
“Azione non può non stigmatizzare quanto é accaduto all’Assemblea dell’Alto Calore. Nemmeno in un momento così delicato, a pochi giorni dall’appuntamento cruciale per tentare un concordato che possa salvare la Società dal fallimento , si é scelta una posizione di maturità politica che potesse evitare ennesime spaccature, favorendo l’indicazione di un profilo tecnico condiviso, condizione imprescindibile per evitare “incidenti” nel corso di un percorso difficile e delicato . Questa ennesima prova muscolare, che coinvolge rappresentanti provinciali, ma soprattutto regionali, conferma per l’ennesima volta l’ esasperata ricerca di gestire il potere nella nostra provincia ad ogni costo, anche sapendo di pregiudicare la risoluzione delle tante problematiche della nostra provincia (sanità , rifiuti, dimensionamento scolastico, spopolamento). In presenza di una duplice candidatura , Generoso Moccia, Sindaco di Castelvetere e storico dirigente di Azione, ha comunque dovuto scegliere, e lo ha fatto senza condizionamenti di sorta, senza iscriversi a fazioni e tifoserie, anche rifuggendo motivazioni campanilistiche, ma esprimendo la propria preferenza per Zeno, profilo eccellente ed idoneo per traghettare l’Alto Calore su sponde economiche adeguate e, oggi più che mai necessarie. Scelta perfettamente in linea con le posizioni che contraddistinguono il percorso politico del nostro partito”.

Enzo Alaia, Consigliere regionale di Italia Viva:
“La stragrande maggioranza dei sindaci irpini e sanniti, ben 81 su 105 presenti, ha dimostrato grande senso di responsabilità nell’affidare la guida dell’Alto Calore nelle mani di un professionista serio e preparato come l’avvocato Antonio Lenzi. In una fase particolarmente delicata per la vita dell’Ente di corso Europa, la priorità è quella di superare le difficoltà finanziarie e, al contempo, migliorare il rapporto con gli utenti, assicurando servizi più efficienti e tariffe più basse. L’acqua irpina è una ricchezza non solo per le nostre comunità, ma per l’intero Sud. È necessario, pertanto, che ci sia uno sforzo corale, ad ogni livello istituzionale, affinché l’Alto Calore torni ad essere un ente all’altezza delle aspettative di tutti, dei comuni e dei cittadini. Con l’elezione dell’avvocato Lenzi come amministratore unico abbiamo compiuto un primo importante passo verso questa direzione.”

Angelo Antonio D’Agostino, Sindaco di Montefalcione:
“Ho supportato l’avvocato Lenzi, professionista competente e capace, che rappresenta oggi l’ultima opportunità per una società in grande difficoltà come l’Alto Calore. Tuttavia non condivido il metodo utilizzato per arrivare alla sua elezione: avrei preferito se ci fossimo riuniti nei giorni scorsi per definire una soluzione unitaria, senza doverci dividere oggi in due schieramenti. La condizione nella quale versa l’azienda acquedottistica di corso Europa avrebbe dovuto indurci a tenere un momento di confronto sereno e il più possibile lontano da appartenenze partitiche per arrivare a definire una soluzione unitaria. Anche perché le conseguenze di un eventuale fallimento dell’Alto Calore ricadrebbero inesorabilmente sui comuni che noi sindaci siamo chiamati a tutelare. Tuttavia confidiamo nell’esperienza e nella determinazione dell’avvocato Lenzi che sicuramente saprà portare l’azienda lungo il sentiero del risanamento e del rilancio”.

Partito Democratico, Segreteria provinciale di Avellino
“L’elezione dell’avvocato Antonello Lenzi ad Amministratore Unico dell’Alto Calore Servizi va annoverata tra le buone notizie. Per almeno tre motivi. Il primo è legato alla qualità del professionista e all’alto profilo scelto, un profilo che rappresenterà senza dubbio alcuno una guida salda in un momento cruciale per il futuro di un’azienda pubblica che vive una fase di oggettiva complessità dalla quale se ne potrà uscire solo mettendo in campo lucidità e competenza, doti che unanimemente vengono riconosciute all’avvocato Lenzi. Non si può tacere il dato politico. Che rappresenta il secondo aspetto positivo che ci piace sottolineare rispetto all’elezione di Lenzi. In questa vicenda il Partito Democratico conferma il suo ruolo di guida politico sul territorio provinciale, avendo individuato una soluzione intorno alla quale si è coagulato un consenso espresso in maniera convinta in primis dal Pd stesso e poi dalle altre forze politiche di centrosinistra presenti in assemblea. La soluzione prospettata, infatti, è quella di un tecnico che ha da sempre mostrato importanti e significative capacità professionali che si riveleranno molto utili nel tentativo di portare l’Alto Calore in acque finalmente tranquille. Va rimarcato il grado di coesione che i sindaci hanno saputo esprimere attraverso un voto convinto, trasparente, leale. E’ indubbio, perciò, che chiunque, nominalmente nell’alveo del Pd e del centrosinistra, si sia discostato da questa linea, per ragioni politicamente incomprensibili, mosso probabilmente da logiche di convenienza e di ambizione personale, si è messo da solo fuori dal partito, non avendo evidentemente voluto incarnare la linea che il partito stesso ha dettato, una linea che non è certo il frutto di una scelta verticistica, ma il risultato di un confronto franco, come è giusto che in un partito accada. Proprio come è accaduto in questo caso. Con questo voto, perciò, finalmente ci si libera di ambiguità non più tollerabili, ma soprattutto incomprensibili agli occhi della pubblica opinione”.