Rapper ferito, la Procura chiede sei condanne: verdetto il sedici novembre

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CONTRADA- Sei condanne per quasi venticinque anni di reclusione per il tentato omicidio del rapper serinese Federico Petrone. Si tratta del processo davanti al Collegio presieduto dal giudice Lucio Galeota nei confronti di sei imputati (cinque rispondono del tentato omicidio in concorso, uno solo di incauta custodia di armi) che hanno scelto il rito ordinario. Le richieste avanzate dal pm della Procura di Avellino Antonella Salvatore vanno dai cinque anni di reclusione ai sei mesi nei confronti dei giovani accusati di aver spalleggiato l’autore materiale del ferimento accerchiando Petrone e minacciando i suoi amici con frasi del tipo : state zitti, qua e’ zona nostra. Il 16 novembre ci sarà la sentenza di primo grado. I fatti si svolsero a Contrada, nel gennaio del 2018, quando Federico Petrone fu attinto ad una spalla da un colpo d’arma da fuoco, a pochi centimetri dal cuore. Ne seguì la corsa al nosocomio di Contrada Amoretta, il ricovero e ben due interventi chirurgici per la giovane vittima del ferimento. Federico Petrone, fin dall’inizio, ha sempre sostenuto che la pistola gli fu puntata al capo e che solo per caso il colpo non esplose. Ad avviso di Petrone, l’imputato e altri amici circondarono lui, il fratello e due ragazzi minacciandoli. Secondo il racconto della vittima l’indagato l’avrebbe invitato a recarsi a Contrada attraverso gli sms per poi rimanere vittima dell’agguato. La pistola gli sarebbe stata puntata alla testa, ma in un primo momento il colpo si inceppò, mentre nel secondo tentativo Federico Petrone rimase ferito al braccio.