Quindici, voto e false residenze: quindici avvisi dalla Procura, anche il sindaco indagato

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2015

QUINDICI- Inchiesta sulle false residenze alle amministrative del settembre 2020, notificati nei giorni scorsi  dai Carabinieri della Compagnia di Baiano quindici avvisi di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di altrettanti indagati, accusati a vario titolo di falso in atto pubblico commesso da pubblico ufficiale e da privati in concorso. Tra i destinatari degli avvisi c’e’ anche il primo cittadino del paese del Vallo di Lauro, Eduardo Rubinaccio, che avrebbe commesso in concorso con gli altri soggetti presunti falsi residenti (ad alcuni di essi contestato anche singolarmente il reato di falsa attestazione) una serie di falsita’ negli atti che gli avrebbero permesso di votare proprio alle comunali, benche’ non ne avessero diritto. Si tratta molto probabilmente solo di un primo filone dell’inchiesta nata dopo la denuncia presentata a seguito delle amministrative e condotta dai Carabinieri della Stazione di Quindici, agli ordini del luogotenente Giovanni Pagano. A firmare gli avvisi il magistrato che coordina le indagini, il sostituto procuratore Cecilia De Angelis. In totale le persone finite nel mirino degli investigatori sarebbero almeno 116, per cui si attende ora quale sara’ la decisione della Procura (stralcio e archiviazione o procedimento separato) . Verosimilmente, quello chiuso con le notifiche dei militari dell’Arma sarebbe un primo step investigativo. Oltre al primo cittadino di Quindici sono stati raggiunti dall’avviso altre quattordici persone, tutte residenti ad Avellino, Monteforte Irpino, Forino, Moschiano, Mercogliano, Casamarciano, Nola, San Giuseppe Vesuviano, San Gennaro Vesuviano, ma nel 2020 risultanti residenti a Quindici, per gli inquirenti solo fittiziamente. Quasi tutti gia’ raggiunti nei mesi scorsi da una proroga delle indagini.

LE ACCUSE

Secondo le indagini, sarebbe stato lo stesso sindaco di Quindici ad occuparsi delle nuove residenze comunicando alla Polizia Municipale e all’Ufficio Anagrafe  con una nota del 24 luglio 2020 che sarebbe stato lui stesso ad accertare  le stesse residenze e dei cambi, per evitare che gli agenti della Municipale e i dipendenti potessero correre rischio di contagio. In realta’, secondo la prospettazione accusatoria, solo un modo per gestire le presunte false residenze. Confermando le stesse  e omettendo nel modello specifico ministeriale di aggiungere e di compilare alcuni campi obbligatori. Secondo le accuse, per sei degli indagati, in concorso con il sindaco, tutti provenienti dalla zona di Palma Campania e Forino, la residenza corrispondeva ad un’abitazione in uso allo stesso primo cittadino di Quindici. Documentato dai militari della stazione di Quindici anche il trasferimento della residenza pochi mesi dopo le amministrative in altri comuni della Campania. Dalla notifica in poi gli indagati avranno la possibilita’ di chiedere di poter presentare al magistrato una memoria difensiva o di essere sottoposti ad interrogatorio, prima che la Procura decida o meno di esercitare l’azione penale nei loro confronti. In questa fase potranno chiarire la loro posizione. Molti degli indagati, gia’ raggiunti da una proroga delle indagini nei mesi scorsi, hanno gia’ nominato un legale.

Sono impegnati nelle difese gli avvocati Sabato Graziano (legale del primo cittadino) Giuseppe Laudati, Palmira Nigro.