Quelli di sempre, Bruno Cardillo: “Lupi in calo fisico e mentale”

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Da “Il Biancoverde” n. 32 del 25/04/2014

Accompagna i colori biancoverdi da quando aveva dieci anni. Il tifoso Bruno Cardillo di Montemiletto, oltre a seguire i suoi studi di ragioneria, ha una passione incondizionata: quella per l’Avellino Calcio.
“Avevo poco più di dieci anni quando varcai la soglia del Partenio, per la prima volta, con mio zio. Ho custodito, conservato, nonchè coltivato, poi, crescendo, l’attaccamento ai colori biancoverdi – afferma -. Ed eccomi, oggi, a venti anni, frequentare la Curva Sud, talvolta da solo, per l’unico piacere di tifare per la mia squadra del cuore. Un Avellino che mi regala emozioni, entusiasmi. Una squadra che sa travolgerti ed offrirti letizie inaspettate. Non appartengo ad un gruppo di tifosi in particolare – specifica -. In Curva Sud, tuttavia, si respira un clima familiare, confidenziale, domestico. Lo stadio diviene, per ogni tifoso, una seconda casa. Una dimora calda ed accogliente ove poter condividere una passione comune”.
Si sofferma sul campionato dei lupi l’amico Bruno che ammette: “L’Avellino ha disputato un girone di andata di fuoco. La squadra è stata strepitosa, eccezionale. Ha raggiunto, in classifica, delle posizioni importanti ed ha regalato, a noi tifosi in primis, delle prestazioni di tutto rispetto. Non possiamo affermare lo stesso per il girone di ritorno, ahimè, ove le vittorie scarseggiano perchè credo che la benzina nelle gambe sia quasi esaurita.
Personalmente, avverto della stanchezza in alcuni elementi della rosa. Credo che la squadra stia attraversando una fase critica. Calo fisico, ma anche mentale, unito, poi, alla sfortuna, citata da Castaldo in una recente intervista. Ma le avversità, non devono divenire alibi. C’è stato – continua il giovane tifoso – un dispendio di energie eccessivo, soprattutto nella prima fase del campionato. La squadra ha raggiunto, in largo anticipo l’obiettivo stagionale prefissato dalla società: la salvezza. Ma non voglio pensare che i giocatori si siano cullati per aver conseguito, prima del previsto, questo aspirato traguardo. I lupi credono nei play off, leggo in ogni dove. Dunque, ripeto, non voglio pensare che le ambizioni siano sfumate o venute meno”. Sul tecnico biancoverde Massimo Rastelli, Bruno spende parole di elogio: “Il mister, a mio avviso, è un grande trascinatore. E’ un condottiero dalla forte personalità e, credo, mostri polso e carattere per tenere compatto ed unito lo spogliatoio. Non mi aspetto che quest’anno riesca a portare i colori biancoverdi nella massima serie, ma sono sicuro che riuscirà, insieme alla rosa a disposizione, a strappare al torneo un posticino nella griglia play off”.
Una disamina che non fa una grinza quella del sostenitore irpino che non nasconde di seguire un rito personale prima di ogni gara casalinga e non dell’Avellino: “Porto sempre allo stadio il mio cappello portafortuna. E’ un vessillo a cui non potrò mai rinunciare. E’ il mio amuleto biancoverde che mi accompagna anche nelle trasferte” – conclude -.
(di Anna Vecchione)

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