“Quelle maglie non le meritate”: un girone dopo, il Grotta risvestito del giallorosso

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Il cerchio si chiude, un girone dopo la memoria non può che tornare a quel sabato 31 ottobre. Al “Renzulli” di Ariano Irpino il Grotta – che a conclusione dell’estate contemplava l’obiettivo della promozione diretta in Eccellenza al termine di una campagna acquisti a cinque stelle – raggiungeva il suo minimo storico del girone d’andata.

Sconfitta sul Tricolle senza attenuanti con reti di Memoli e D’Innocenzio e appena dieci punti conquistati in otto giornate. Troppo pochi per galleggiare nelle zone alte della graduatoria. Quando si tocca il fondo però o si comincia a scavare per andare più in basso oppure si prende l’altra strada, quella della risalita. Spinti dal presidente Ianniciello e dai propri sostenitori, il percorso preso dai giallorossi è stato quest’ultimo.

Si è deciso di giocare da lì in poi “senza la maglia” ovvero senza quei colori – il giallo e il rosso – che contraddistinguono storicamente la squadra di Grottaminarda, colori tanto amati dai tifosi e tanto immeritevoli di vestire calciatori “senza onore”.

La svolta c’è stata, sì qualche pareggio sul cammino (contro Eclanese, Audax Cervinara e Solofra) ma poi tantissime vittorie: sei di fila registra la migliore statistica. Poi il conseguente declino dell’Eclanese ha in qualche modo scoraggiato i grottesi, prima il pareggio in casa del fanalino di coda San Martino Valle Caudina e poi nel turno successivo la definitiva débâcle.

Di fronte, un girone dopo, ancora quell’Ariano tanto odiato che al tempo stesso aveva fatto sprofondare la squadra e l’aveva innalzata tra le grandi. Doveva essere la giornata della rivincita, si giocava al “Romano” e in palio, oltre alla supremazia della valle Ufìta, c’era il terzo posto della graduatoria. La Vis non era più quella di ottobre, tanto era cambiato tra le fila biancazzurre. Gli eroi del “Renzulli” non c’erano più, partiti tutti alla volta del fiume Miscano insieme al proprio condottiero Marinaccio. In panchina ora siede Spica con i vari De Stefano, Flammia, Pisano e co. in campo.

Cambiano gli addendi ma non il risultato, perché è di nuovo 2-0 per il club del Tricolle: le firme di Lo Conte e, appunto, De Stefano. Erano quindici gare che il Grotta non indossava più la casacca giallorossa, quelle maglie erano state tirate fuori dagli armadietti impolverate e dismesse ma per il derby andavano indossate e glorificate, non disonorate.

Da qui di nuovo la stessa richiesta: “Toglietele”. Ora sono richiuse di nuovo in quell’armadietto, sperando in una nuova reazione da parte dei giocatori. Il campionato non prevede più scontri con la Vis Ariano, ma forse ci sarà di nuovo tempo per indossare quelle maglie ancora una volta, magari in un match decisivo che possa, questa volta, portare davvero bene al club.

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