“Quelle barriere vanno sostituite, non manomesse”. Viadotti A16, rigettata la richiesta di dissequestro di Autostrade

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“Sostituzione delle barriere e non manomissione”. Con questa motivazione il Gip del Tribunale di Avellino, Fabrizio Ciccone, ha rigettato l’istanza di dissequestro temporaneo, avanzata dai legali di Autostrade per l’Italia, alla luce del parere contrario della Procura della Repubblica di Avellino, riguardante le barriere installante lungo 12 viadotti della tratta autostradale A16 Napoli-Canosa, tra le uscite di Baiano e Benevento.

Le barriere, così come qualche giorno dopo le corsie di marcia contigue alle stesse, erano finite sotto sequestro su richiesta della Procura di Avellino. Successivamente sono stati apposti i sigilli anche lungo le barriere presenti su 10 viadotti dell’autostrada A14 Bologna-Taranto, tra le uscite di Pescara Ovest e Pedaso (FM).

Per gli inquirenti, la concessionaria della rete autostradale in Italia avrebbe utilizzato materiale scadente e tecniche inadeguate, mettendo a rischio l’incolumità degli automobilisti. Si contesta, in particolare, l’aver sostituito i vecchi sistemi di ancoraggio con barre filettate ritenute non omologate.

Contestualmente ai sequestri, sono stati iscritti all’albo degli indagati Michele Renzi, Costantino Vincenzo Ivoi, Giulio Massimo Fornaci, Gianni Marrone e Donato Dino Giuseppe Maselli. Tutti dipendenti di Autostrade per l’Italia e alcuni dei quali già imputati per la strage del viadotto Acqualonga del luglio 2013, quando a bordo di un bus turistico persero la vita 40 persone dopo aver sfondato le barriere del viadotto di Monteforte Irpino.

Dopo quella tragedia è iniziata un’opera di riqualifica delle barriere autostradali, tuttavia la modalità che prevede la sostituzione degli ancoraggi di tipo “Liebing” con le barre filettate è aspramente contestata dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che in un recente parere ha dichiarato l’impossibilità di definire equivalenti i due sistemi. Conseguentemente – specifica il C.S.LL.PP. – la presenza delle barre filettate costituisce una manomissione del sistema di barriere.

“Non si capisce – scandisce il Gip nelle motivazioni – il motivo per cui Aspi stia effettuando delle prove su altri viadotti non sottoposti a sequestro in maniera unilaterale, senza la condivisione della Direzione Generale di Vigilanza e con la collaborazione del Politecnico di Bari”.

Lo stesso ingegnere Placido Migliorino, Direttore dell’Ufficio Ispettivo Territoriale del Mit, ascoltato a fine settembre dal Procuratore di Avellino Rosario Cantelmo e dal sostituto Cecilia Annecchini, titolari dei fascicoli “Autostrade”, ha chiarito di essere assolutamente contrario al sistema di verifica proposto dalla Società Concessionaria, in quanto finalizzata ad accertare l’equivalenza tra ancoraggi “Liebing” e barre filettate.

Equivalenza già ritenuta impossibile da dimostrare dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Lo stesso Migliorino ha riferito di non condividere le iniziative intraprese da Autostrade. Le barriere, per l’ingegnere, andrebbero insomma sostituite.