“Quella è una puttana”. Così la mamma istigava i figli a violentare la sorella segregata

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Sequestrata in casa e costretta a subire violenza sessuale. Un incubo senza fine ad Aiello del Sabato per una ragazza, vittima di profonde angherie da parte della famiglia. Un pezzo di storia è già noto ed è venuto alla ribalta il 25 aprile scorso, quando la sorella trovò il coraggio di chiedere aiuto ai carabinieri, che misero in carcere la mamma senza scrupolo, la mamma carceriera.

Ma dietro le sbarre, venerdì scorso, ci è finito anche il fratello di 21 anni, mentre per il fratello più piccolo, indagato, procede la Procura presso il tribunale per i minorenni. I due, secondo le accuse, avrebbero costretto a subire violenze sessuali non solo la sorella più grande, ma anche le altre due. L’ultima delle quali è una minorenne.

I due avrebbero approfittato del fatto che la sorella più grande era segregata all’interno della camera da letto della madre, legata al letto con catene – chiuse con lucchetti – ai polsi e alle caviglie (per questi fatti, sono indagati i genitori).

Più volte si sarebbero portati all’interno della camera da letto e toccavano la malcapitata sul sedere e sulle parti intime. E si facevano toccare, a loro volta, le parti intime. Si masturbavano, raggiungevano l’eiaculazione e gettavano lo sperma addosso alla sorella.

La quale si è più volte ribellata e, grazie proprio alla sua ribellione – sbatteva la testa sul materasso per spaventare i due – , ha evitato che i fratelli riuscissero ad avere rapporti orali con lei.

L’incubo è durato dall’agosto del 2020 fino al mese di aprile scorso. La mamma non ha impedito ai figli di tenere queste condotte. Anzi, qualche volta ha rafforzato il proposito criminoso istigandoli addirittura ed incitandoli ad abusare della sorella più grande, affermando: “Quella è una puttana… meglio prima in fratelli”.