Quando l’Avellino giocava in Serie A

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Un tuffo in un passato sportivo carico di straordinari ricordi

I tifosi più giovani, che da pochi anni seguono con passione il calcio, penseranno che l’Avellino nella sua lunga storia abbia militato solo ed esclusivamente in Serie C. Invece così non è, perché la terza divisione non è sempre stata l’habitat dei biancoverdi, che dal 1978 al 1988 hanno giocato in A. Esattamente: anche per i Lupi c’è stato un periodo glorioso, che è coinciso con il decennio di cui vi abbiamo fatto appena menzione. Dopo alcune stagioni in cui l’Avellino aveva provato in tutti i modi a qualificarsi per il massimo campionato di calcio italiano, per altro non riuscendoci – nel 1973-1974 arrivò 13° in Serie B, nel 1974-1975 16° e nel 1976-1977 12° – ecco che nel 1977-1978 con il 3° posto ottenne la promozione. Da quel momento in poi ha avuto inizio un entusiasmante cammino culminato nel 1981-1982 in uno storico 8° posto. Un risultato pazzesco per una squadra, l’Avellino, che in Serie A aveva trovato il suo posto ideale. Merito anche di “figure leggendarie” tra cui il difensore Salvatore Di Somma che quegli anni li ha vissuti in prima persona. Poi come tutte le favole più belle, anche quella biancoverde per forza di cose doveva finire. E così avvenne, quando la 15a piazza conquistata nella stagione 1987-1988 significò retrocessione in B. Quella “mazzata” tramortì, sportivamente parlando, i Lupi che non si ripresero più. Passarono gli anni e tra Serie C e Serie B fu un’altalena continua. Poi le cose, come forse sapranno i tifosi più giovani, sono andate anche peggio. Ma in questa sede non vogliamo certo rivangare quel passato doloroso, ma un altro, quello che vide l’Avellino “prim’attore” del calcio italiano.

Alcuni indimenticati protagonisti di quel glorioso periodo

Le 10 stagioni consecutive in Serie A – il periodo, lo ricordiamo, è quello che va dal 1978 al 1988 – e l’8° posto conquistato nel 1987 – massimo traguardo biancoverde – sono il fiore all’occhiello di un Avellino che giocava un ottimo calcio. Non a caso riuscì a primeggiare contro squadroni del calibro di Juventus, Inter e Milan, adesso come allora le principali squadre su cui gli scommettitori, come OddsChecker coi loro bonus scommesse, versano il maggiore interesse. Certe cose in fondo non sono cambiate col tempo, tranne l’epopea dei biancoverdi che appena arrivati in A si aggiudicarono le prestazioni di Juary, primo straniero della storia a militare nella massima divisione con la maglia dei Lupi. Per chi non lo sapesse è stato un attaccante forse non di razza ma comunque capace in 2 anni di segnare qualcosa come 13 reti su 34 partite disputate. Insomma un protagonista niente male per quel glorioso periodo. Oltre a lui, non possiamo non menzionare quel fortissimo tornante acquistato dal Napoli che risponde al nome e cognome di Giuseppe Massa, che fece letteralmente ammattire le retroguardie avversarie grazie alle sue sgroppate, e infine Gian Luca De Ponti, attaccante che mise subito la sua firma nella gara vinta per 2 a 0 contro il Verona. Stiamo parlando non di una vittoria qualsiasi ma della prima in Serie A da parte dell’Avellino. Poi ce ne sono state molte altre, come quella indimenticabile per 1 a 0 contro il Milan nel 1978-1979. Una menzione speciale va infine al trio difensivo Piotti-Cattaneo-Di Somma, che fece sognare la tifoseria l’anno successivo perché alla 22a giornata i biancoverdi erano terzi in classifica con 25 punti accanto a Milan e Juventus. Basterebbe tutto quello che abbiamo detto finora per far capire ai più giovani che squadra è stata l’Avellino prima di soggiornare e fare la differenza in C, ma a noi non basta ancora, e dunque vi diremo qualcosa in più.

L’apporto di mister Rino Marchesi direttamente dalla panchina

Rino Marchesi è stato un grandissimo allenatore dei Lupi quando erano in Serie A, che si ricorda ancora oggi volentieri per la carica agonistica che sapeva trasmettere ai suoi ragazzi direttamente dalla panchina. Figura simbolo di un calcio semplice ma non per questo poco bello e intenso, il nativo di San Giuliano Milanese diede tutto per la causa.