Quale sarà il futuro del Gioco Legale?

Quale sarà il futuro del Gioco Legale?

22 Ottobre 2020

Il decreto emesso la primavera scorsa dal Governo Conte ha posto dei grossi limiti sulla mobilità delle persone, per far si che la diffusione del virus si potesse ridurre.

In prima fila, tra le attività che hanno sofferto a causa di questa situazione, troviamo sicuramente le sale scommesse, le sale giochi e le sale bingo, come per esempio quelle di Goldbet Casino, tutte rimaste chiuse fino al 3 aprile.

Ma ora il coronavirus sembra tornato a minacciare la nostra vita quotidiana.

A causa della preoccupazione di Sergio Mattarella, a cui segue quella del Primo Ministro Giuseppe Conte, sul bisogno di prorogare lo stato di emergenza, sono state annunciate nuove restrizioni. Tra le misure già annunciate si può leggere che le mascherine saranno sempre obbligatorie all’aperto su tutto il territorio nazionale, i bar e i ristoranti chiuderanno anticipatamente e, per potenziare i controlli, l’esercito sarà presente sulle strade. Questo perché si mira ad impedire un nuovo lockdown, da evitare per non danneggiare ulteriormente l’economia e l’industria, già da tempo instabili.

Coloro che lavorano nel settore del gioco legale, però, sono altamente preoccupati per gli sviluppi politici e legislativi di queste ore, dato che una nuova interruzione potrebbe portare numerose attività alla definitiva chiusura. Senza contare che anche una riduzione degli orari di attività dei locali porterebbe comunque a risultati negativi.

Queste restrizioni orarie, accompagnate dalle limitazioni geografiche, nei prossimi mesi faranno si che l’offerta di gioco legale sui territori diminuisca enormemente.

Si parla di un settore già messo in difficoltà dal precedente lockdown e che si è sempre trovato a scontrarsi con le restrizioni imposte da sindaci e con leggi regionali contro il gioco.

Per aiutare i lavoratori di questo settore sono in pochi a proporre soluzioni. Alcuni partiti politici, per esempio, propongono di riordinare il sistema delle concessioni, portando tutte le scadenze al 2022, comprese quelle delle sale da gioco legali. Questa proroga non sarebbe neanche gratuita, bensì a titolo oneroso, ovvero lo Stato si troverebbe nella posizione di andare incontro alle esigenze dei gestori e dei dipendenti, ma nel frattempo incasserebbe cifre di un certo spessore per le concessioni.

Anche se ora i casinò sono tutti regolarmente aperti e messi in sicurezza seguendo le misure anti-covid, sono tantissimi gli utenti che scelgono di sfruttare la modalità online di gioco piuttosto che andare nelle sale fisiche. Il mondo dei giochi online potrebbe, perciò, essere il futuro di questo settore.