Pugni, calci e schiaffi alla moglie davanti ai figli: condannato marito violento

0
682
Tribunale

SANTA PAOLINA- Pugni, calci e schiaffi,
spintonandola e stringendole le mani al collo, in presenza dei figli minori di tredici e otto anni. Per l’episodio, avvenuto il 26 aprile del 2022 a Santa Paolina, e’ arrivata la condanna per lesioni aggravate ad un anno di reclusione per un quarantaseienne straniero, che era ospite nel comune irpino. A deciderlo il giudice monocratico Elena Di Bartolomeo, accogliendo la richiesta della Procura (il vpo presente in aula aveva invocato una condanna ad otto mesi) e della parte civile, la moglie che aveva riportato una prognosi di otto giorni e che si era costituita in giudizio, rappresentata e difesa dall’avvocato Raffaele Petrillo. Il giudice ha subordinato la sospensione condizionale della pena “alla partecipazione, con cadenza almeno bisettimanale e al superamento con esito favorevole di specifici percorsi di recupero presso enti o associazioni che si occupano di prevenzione assistenza psicologica e recupero di soggetti condannati per il medesimo reato, come per legge, da svolgere entro un anno dal passaggio in giudicato della sentenza” . Il racconto della mattinata di violenza che la vittima aveva dovuto subire dal marito, dopo avergli espresso la sua volontà di lasciarlo anche a causa di un rapporto burrascoso, come ha rilevato il giudice nella sentenza depositata contestualmente viene riscontrato dalle dichiarazioni della “vicina di casa, infatti, sebbene non avesse fatto caso ad eventuali segni di violenza, riferisce che la vittima le aveva chiesto aiuto versando in un forte stato di agitazione e gridando “vuole uccidere”: circostanza che in via logica si spiega solo con l’aggressione denunciata. L’amica, invece, non solo nell’immediatezza riceveva un racconto dell’avvenimento identico a quello denunciato e ribadito dalla persona offesa in dibattimento, ma constatava anche personalmente le lesioni sul corpo della Naminata, oltre a confermare anche le pregresse tensioni esistenti nella coppia che costituiscono il movente dei fatti per cui è processo. Infine la presenza di segni di lesione è riscontrata anche dal dichiarato dell’assistente sociale e della
psicologica che giungevano sul posto subito dopo i fatti, proprio a seguito della richiesta di aiuto della persona offesa”. Del resto, sentita in aula, la stessa vittima aveva rivelato che dopo quella avvenuta nel 2022 “in altre due occasioni veniva aggredita dall’imputato. In particolare, una volta il .. si presentava a casa sua e, arrabbiato, buttava a terra una bottiglia. Sebbene in un primo momento riusciva ad allontanarsi con i propri figli, quando l’imputato tornava per chiederle scusa,
di fronte alle resistenze della compagna, le sferrava uno schiaffo. Un altro episodio si verificava alla stazione della metropolitana di Napoli, dove veniva picchiata davanti ai bambini e in tale occasione veniva condotta al pronto soccorso perché perdeva conoscenza”. L’istruttoria ha dimostrato, dalle testimonianze in particolare portate in aula dalla Procura e dalla parte civile: “la condotta accertata integra il reato di lesione. La descritta condotta di colpire con calci e pugni la vittima, oltre ad essere logicamente compatibile con le lesioni medicalmente accertate e, dunque, casualmente idonea a cagionarle, denota certamente la coscienza e volontà di recare offesa alla vittima”.