Aste ok, scontro su procedure e intercettazioni: che succede?

I giudici dovranno esprimersi sulle modalità con le quali sono state raccolte le intercettazioni e sulla procedura seguita prima del rinvio a giudizio, chiesto dai Pm.

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Avvocati tribunale
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Udienza molto delicata nel processo “Aste Ok”, nato dall’indagine su 22 persone che, per l’accusa, avrebbero alterato l’esito di numerose procedure all’incanto, tenute presso il tribunale di Avellino, anche grazie alla forza intimidatrice di alcuni imputati, ritenuti membri dell’associazione camorristica Nuovo Clan Partenio.
Questa mattina le difese hanno presentato un’opposizione evidenziando degli errori procedurali. Fra le questioni sollevate, c’è anche il riferimento a una richiesta di archiviazione, relativa ad alcuni indagati nell’indagine (oggi imputati e a processo), che sarebbe stata ignorata dall’accusa, procedendo con il rinvio a giudizio. Una questione che, se fosse accolta, potrebbe imporre la formulazione di un nuovo atto ed avere effetti sul prosieguo del processo.
Inoltre resta da chiarire la questione dell’utilizzabilità di alcune intercettazioni. Il procedimento penale è in larga parte basato sulle “conversazioni origliate” dagli inquirenti. Senza quella corposa impalcatura, sarebbe molto più complesso sorreggere il castello di accuse. I giudici dovranno esprimersi il 4 febbraio.