Primarie, D’Ercole: “L’epoca Bassolino-De Mita è finita”

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“In fondo le primarie del Partito democratico, non sono passate invano. Hanno dimostrato che la storia dell’accoppiata Bassolino-De Mita è fortunatamente arrivata all’epilogo”. Così il capogruppo regionale di Alleanza Nazionale, Francesco D’Ercole, commenta il risultato delle primarie del nascente pd. “Al di là – continua – delle polemiche relative ai brogli, l’impossibilità assoluta di conoscere esattamente quanta gente ha votato, la correttezza sullo svolgimento delle operazioni di voto, ciò che balza immediatamente agli occhi è l’affondamento della pseudo-corazzata costruita nel cantiere Bassolino-De Mita, indubbiamente il loro candidato Iannuzzi, almeno stando ai risultati finora noti, ha vinto ed è il nuovo segretario regionale e Bassolino è riuscito comunque a staccare il biglietto per l’assemblea nazionale, ma, il loro candidato è riuscito a spuntarla soltanto per una striminzita percentuale il 52%, mentre De Mita – abituato a ben altri successi – è riuscito ad uscire bene soltanto dal collegio di Mirabella Eclano e Bassolino è uscito addirittura battuto nel confronto in un collegio storico della sinistra quello di Bagnoli, quello stesso che, per anni, ha rappresentato una delle sue più solide roccaforti”. “E’ la dimostrazione – sottolinea D’Ercole – che entrambi, abbiano ormai imboccato il viale del tramonto. Puniti da quegli stessi elettori che, dopo decenni di fedeltà assoluta, si sono finalmente resi conto che la loro fiducia è stata tradita più volte. Troppo a lungo hanno ‘predicato bene e razzolato male’ e la gente se ne è finalmente accorta ed ha risposto per le rime e se si votasse domani, entrambi dovrebbero rassegnarsi a tornarsene a casa”. “A condannarli – conclude D’Ercole – le condizioni di assoluto degrado nelle quali, con le loro frasi ad effetto, prive di qualsiasi riscontro effettivo, hanno ridotto la nostra regione. Dovunque, hanno messo le mani, hanno fatto danni, trasformando tutto in emergenza: dalla sanità alla spazzatura; dall’ambiente alla disoccupazione; dalla formazione alla qualità della vita. Utilizzando, poi, le stesse emergenze, per distribuire a dritta ed a manca, consulenze e benefit, agli amici ed agli amici degli amici, per creare intorno a sé, lobby di potere, da sfruttare come veicoli per la costruzione del consenso. Il tutto indebitando la Campania fino al collo per i prossimi 30 anni e trasferendo debiti e guai ai loro successori, ma soprattutto alle generazioni. Vedi la questione degli swap e delle continue e sempre più costose rimodulazioni del debito regionale. Finalmente, però, la gente ha cominciato ad aprire gli occhi ed a rendersi conto di essere ormai ad un passo dal baratro. Speriamo di essere ancora in tempo per non caderci dentro”.

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