Prc Irpinia-Unione Popolare: “Sul concorso al comune di Avellino, parole del sindaco insufficienti. Si faccia chiarezza”

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“Dei fatti del 9 dicembre, relativi allo svolgimento dei concorsi banditi per complessivi 22 profili amministrativi, sui quali da quanto si legge a mezzo stampa è in corso una indagine della Procura di Benevento, teniamo a richiamare l’attenzione in particolar modo su due aspetti – scrivono in una nota Costantino D’Argenio e Tony Della Pia (Prc Irpinia – Unione Popolare) -.

“Da un lato si è avuta l’ennesima conferma che l’amministrazione comunale è intesa e vissuta come uno stato a parte, autarchico, autoreferenziale che non ha bisogno di uniformarsi a norme da altri sancite – numerose le sconcertanti testimonianze rispetto al procedere, da parte della commissione, all’estrazione delle prove concorsuali mentre parte dei candidati era ancora all’eterno dell’aula, ai desk adibiti al riconoscimento dei candidati, la mancata comunicazione alle forze dell’ordine della sede e della data prevista per lo svolgimento di procedure concorsuali che avrebbero comportato la presenza di circa un migliaio di candidati – dall’altro il preciso silenzio su quanto accaduto è conferma di un pericoloso intorpidimento, una indifferenza rispetto a quanto è agito a scapito di chi vive questa città e ne subisce gli strali”.

“Da anni – proseguono – si parla di lavoro, di giovani, di dare opportunità, lavoro ai giovani ma non ci si è resi conto che c’è ormai anche chi è un adulto ancora in cerca di lavoro, che il lavoro ormai non riguarda soltanto i giovani e che certe parole sono diventati vuoti, inutili slogan, offensivi per chi vive in prima persona da anni la mancanza di lavoro, di opportunità e visibilità da parte di chi in questa città dovrebbe amministrarla con serietà, efficacia ed efficienza a beneficio di quanti la vivono. Totalmente insufficienti sono state le parole del sindaco in consiglio comunale, evasive sulle responsabilità dell’amministrazione e paradossali nel reiterare la teoria cospirazionista dei “sabotatori”, quando è evidente che le responsabilità dei ritardi non sono certo da imputare agli incolpevoli candidati”.

“Attendiamo gli sviluppi della vicenda giudiziaria, e chiediamo all’amministrazione di fare realmente chiarezza e all’opposizione consiliare di non lasciar passare questa vicenda vergognosa sotto silenzio”, concludono.