Prc – Imbriano: “Il Pd rischia di uccidere la vera sinistra”

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Avellino – Prima i congressi di scioglimento della Margherita e dei Ds e la nascita del PD. Poi il congresso del PdCI e l’ovazione riservata al Presidente della Camera Fausto Bertinotti. Infine la costituzione di Sinistra Democratica. La politica italiana, e soprattutto l’Unione, è attraversata in questa stagione da processi di forte cambiamento. Non senza qualche rischio per la sinistra che, come illustra il segretario provinciale del Prc Gennaro M. Imbriano, potrebbe essere “messa nell’angolo e marginalizzata”. “La sinistra, il comunismo, il socialismo, il femminismo, l’ambientalismo, il movimento dei lavoratori, il pacifismo non possono essere cancellati attraverso un’operazione verticistica. Si tratta di valori, categorie, esperienze che nel 900 hanno portato all’irruzione delle masse sulla scena della politica e che vanno declinati e fatti vivere ancora oggi. Di fronte ad una società che conosce l’ingigantirsi delle diseguaglianze, l’affermarsi della guerra, un’aggressione spregiudicata all’ambiente ai beni comuni e alla vita, di fronte a questo mondo la sinistra è necessaria oggi più di ieri. Rifondazione Comunista è pronta: siamo disponibili, aperti, perchè in Italia e in Irpinia si possa costruire presto una aggregazione delle sinistre, un soggetto in grado di criticare il tempo presente e di indicare un orizzonte di trasformazione sociale, di stare al fianco del mondo del lavoro e degli ultimi. La nostra non potrà essere una discussione sterile, autoreferenziale e sui contenitori, tutta interna al ceto politico, come altri hanno fatto. Invece c’è bisogno di spingere per imporre al Governo l’apertura di una nuova stagione, quella del risarcimento sociale. A partire dal Parlamento, da subito, le sinistre dovranno lavorare alla costruzione di patti per l’unità d’azione: è così che dobbiamo spostare l’asse politico del nostro Paese. Dunque un processo dall’alto ma sopratutto dal basso, che sappia rispondere alla crisi della politica e della partecipazione. E’ giunto il tempo di mettere assieme una massa critica, senza operazioni calate dall’alto, ma aprendo nei paesi, nelle città, sui territori un grande cantiere, un confronto sull’oggi e sul futuro che sappia coinvolgere non solo i partiti ma anche il sindacato i movimenti e la società. Creiamo nuovi luoghi politici, spazi pubblici e attraversabili, nei quali e dai quali far nascere conflittualità sociale e innovazione politica. E’ di questo che ha bisogno l’Irpinia e il Paese, è questo che ci chiede la nostra gente”.

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