Polemiche a Lioni – Comunità aperta o… Far West?

29 Dicembre 2005

Il caso dell’apertura e chiusura dei negozi, il proliferare di attività commerciali a Lioni e il posizionamento del paese dell’Alta Irpinia tra i più importanti dal punto di vista produttivo e commerciale, alimenta dibattiti e nel caso specifico anche polemiche. Pubblichiamo integralmente l’intervento a firma di trentadue commercianti del luogo:
“Da anni si era finalmente chiarita la situazione dell’apertura dei negozi nelle festività. Da anni l’amministrazione e le associazioni concordavano, come dice la legge, il calendario dei giorni e degli orari di apertura; poi il comune, su quella base, emanava l’ordinanza valida da gennaio a dicembre.
Ora si è verificata una “novità” che riporta indietro l’orologio all’epoca delle “aperture su richiesta”, fatte il giorno prima della festa.
E’ stato così in occasione dell’Immacolata: il Comune commissariato ha deciso che l’ordinanza quest’anno fosse valida da gennaio al sette dicembre e non il giorno otto. La nuova “ordinanza su misura” è fondata su una “nota” che ritiene illegittimo il modo in cui ha operato l’amministrazione in questi anni; non si cura del fatto che sia i consumatori che i lavoratori dipendenti del commercio avevano già fatto i loro programmi di lavoro.
Così, la sera del sette dicembre, il grosso degli operatori ha dovuto “comunicare” ai propri dipendenti che per l’Immacolata si dovesse tenere aperto, come quando le imprese erano solo a conduzione familiare e senza dipendenti. Un gruppo di (almeno) trentadue commercianti di Lioni ha ritenuto che questo modo di operare, ormai superato, costituisca un precedente inaccettabile proprio per questo paese in cui gli operatori sono sempre stati aperti alla concorrenza, da qualunque parte essa provenisse. Nessuna forma di concorrenza potrebbe essere costruita sul disprezzo per le persone e per la convivenza civile, fondata su regole minime: queste devono essere la guida per interpretare e applicare la legge. Un gruppo di commercianti ha ritenuto che fosse necessario difendere la legittimità dell’ordinanza sulla quale era stato regolato il settore commerciale a Lioni negli ultimi anni, perché in quell’ordinanza era sancito il principio della concertazione tra amministrazione, operatori del commercio, organizzazioni sindacali e di categoria e i consumatori. Dunque il provvedimento che è stato revocato teneva conto degli interessi di tutta la comunità lionese e del territorio, fino ad oggi.
Dal momento che nuovi operatori sono intervenuti in questo territorio, ovviamente, sarebbe stata opportuna una nuova concertazione, da aprire nel prossimo anno e non, piuttosto, la sera prima della festa dell’Immacolata, visto che si trattava dell’ultima mezza giornata di chiusura e poi si sarebbe esaurita l’efficacia dell’ordinanza stessa con la fine del periodo festivo. Il provvedimento, che abbiamo impugnato davanti al TAR, ha danneggiato innanzitutto i ricorrenti e quanti, come loro, non hanno aperto o non si sono potuti organizzare al meglio per l’apertura. Ha danneggiato, però, tutto il paese, anche quelli che lo avevano richiesto perché ha prodotto confusioni e malumori, di cui sicuramente chi è abituato al commercio non avverte il bisogno. Riteniamo che la colpa di tutto questo sia da ricondurre all’assenza dell’amministrazione, con cui si sarebbe potuto concertare un modo di operare in grado di soddisfare le esigenze di tutti, come è sempre avvenuto in questi anni. Altre azioni di natura diversa non ci appartengono: vogliamo solo difendere il principio che porta all’adozione, in ogni caso, di scelte condivise.”
Firmato
32 commercianti di Lioni


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