Play off e polemiche – Le provocazioni di Mandorlini, la reazione Di Somma e la caduta di stile della società veneta

Play off e polemiche – Le provocazioni di Mandorlini, la reazione Di Somma e la caduta di stile della società veneta

9 Giugno 2021

Michele De Leo – E’ una vigilia al veleno quella della semifinale di ritorno dei play off per la promozione in serie B. E’ ancora una volta il tecnico dei veneti Andrea Mandorlini a soffiare sul fuoco della tensione, a lanciare le ennesime provocazioni di una sfida dalla posta in palio altissima. Stavolta, il direttore sportivo dei lupi Salvatore Di Somma cade nella provocazione e risponde per le rime all’ex terzino dell’Inter provocando l’immediata reazione dei vertici della società biancoscudata che, però, bene avrebbero fatto a redarguire, anche pubblicamente, un allenatore che sembra intento soprattutto a giustificare quello che rappresenterebbe un grande fallimento. La dirigenza del Padova ha allestito una rosa che non avrebbe affatto sfigurato nemmeno nel campionato cadetto. Invece, ha subito la rimonta del Perugia – che ha recuperato gli otto punti di distanza registrati dopo la sconfitta nello scontro diretto di ritorno (ben sei punti nelle ultime cinque partite) – e ha pagato, con l’arrivo a pari punti, la differenza reti nel doppio confronto diretto. Il Padova ha rischiato molto anche nel primo turno play off e solo gli dei del calcio – che hanno soffiato perché i palloni delle due occasionissime collezionate dal Renate, sullo zero a tre nella gara ritorno, non terminassero in rete facendo concludere anzitempo la stagione – hanno evitato una disfatta. Contro l’Avellino, il tecnico Mandorlini ha da subito soffiato sul fuoco della polemica, collezionando una serie di perle – sin dall’intervista nel pregara dell’andata – che hanno poco a che fare con il gioco del calcio. Del resto, il tecnico ha avuto un duro scontro pure con i giornalisti veneti, rei di chiedere lumi sulle scelte e sul modo di giocare dei biancoscudati piuttosto che alimentare polemiche nei confronti dell’Avellino. Le provocazioni, sul campo della gara di andata, non hanno sortito gli effetti sperati: il direttore di gara Cosso di Reggio Calabria non è caduto nelle provocazioni dei giocatori di casa, spesso pronti a cadere per le terre appena varcati i confini dell’area di rigore. E, lo stesso arbitro ha avuto il merito di fischiare un rigore sacrosanto per l’Avellino, mancando di estrarre il secondo cartellino giallo all’indirizzo di un Della Latta che più volte ha alzato i gomiti verso il viso dei diretti avversari. L’ultima provocazione di Mandorlini è legata all’ambiente di Avellino, ai suoi ricordi da calciatore quando si è presentato in Irpinia da avversario. Stavolta, i suoi commenti non sono stati del tutto ignorati dalla dirigenza biancoverde: “quando parli di Avellino e dell’Avellino lavati la bocca, scemo” ha risposto per le rime il direttore Di Somma. Finita qui? Macché. I vertici del Padova calcio, che hanno tollerato ripetutamente i comportamenti del proprio tecnico, che si sono guardati bene dallo scusarsi nei confronti degli avversari per i cori razzisti dell’Euganeo e per l’aggressione verbale nei confronti dei calciatori biancoverdi presenti sugli spalti, si sono sentiti offesi e – attraverso una nota – hanno espresso “sdegno e preoccupazione per le parole di Di Somma” che finirebbero per “esacerbare gli animi” mentre “la società biancoscudata si è spesa in un clima il più possibile disteso e di collaborazione”. Parole stucchevoli di chi – nascondendosi dietro il dito di un tecnico che prova a vincere le sfide fuori dal campo – vorrebbero dare lezioni di moralità ben sapendo che hanno molto da imparare a riguardo.