Pizza-Capodilupo: Pd irpino a congresso, ma Petitto frena: “Momento storico impone cautela su celebrazione”

Pizza-Capodilupo: Pd irpino a congresso, ma Petitto frena: “Momento storico impone cautela su celebrazione”

18 Febbraio 2021

Salvo Covid, il Pd irpino si prepara al congresso provinciale con assemblee dei circoli convocate in via telematica ed elezioni spalmate su più giorni. La tanto invocata unità non ci sarà: per la corsa alla segreteria provinciale in lizza Nello Pizza e Gerardo Capodilupo.

Il primo, noto penalista irpino e già candidato sindaco di Avellino del centrosinistra, è sostenuto da Petracca, D’Amelio, Enzo De Luca, Santaniello e ha già ottenuto il placet del governatore campano. Il secondo, giovane amministratore di San Nicola Baronia, è supportato dai gruppi che un anno fa sostennero la candidatura alle regionali di Livio Petitto, eletto in Consiglio Regionale grazie al sostegno di Festa, Del Basso De Caro e D’Agostino.

Dopo due anni di commissariamento i democratici irpin potrebbero dunque eleggere un nuovo segretario all’assemblea del 7 marzo, ma non tutti sono d’accordo sul percorso.

In una nota proprio Livio Petitto precisa: “Ero convinto che nel Pd irpino fossero ormai maturi i tempi di un reale cambiamento di metodo e di persone. Ancora una volta sono costretto a prendere atto che il modus operandi resta sempre lo stesso: si professa unità e si provocano distanze e separazioni. Continuare a escludere dal corretto dialogo politico una parte consistente del partito, quella più rappresentativa ad Avellino (che si riconosce e sostiene il sindaco) e che, ricordo, esprime l’unico parlamentare e un consigliere regionale, non può avviare stagioni costruttive. In queste ore ha prevalso purtroppo il calcolo politico da parte anche di chi ha professato, con me, la necessità di un ricambio generazionale e poi ha invece deciso di chiudere accordi con altri dirigenti, imponendo nomi e linee che non condivido. Continuerò nella mia battaglia di libertà a difesa dei nostri iscritti e dei nostri amministratori, una battaglia contro ogni veto, ogni no a prescindere, ma soprattutto una battaglia di democrazia.

Il momento storico avrebbe dovuto spingere a una maggiore cautela nella scelta della celebrazione del congresso, una cautela sollecitata dalla stessa direzione nazionale del partito, con diverse circolari e con l’obiettivo di contenere il contagio. Il ricorso a eventuali modalità online sarebbe solo una forzatura che non garantirebbe tutti gli scritti a causa di evidenti problematiche logistiche. Personalmente resto aperto al dialogo vero, costruttivo, leale, un metodo che ha caratterizzato, da sempre, la mia militanza nel Pd e che punta a una rigenerazione della politica e del partito stesso”.

Entro giovedì 25 si dovranno depositare a via Tagliamento le liste con i candidati.