Pistola nella lavatrice: in Appello assoluzione per un 56enne

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PAGO VALLO LAURO- Assolto dall’accusa di detenzione di arma, ricettazione e detenzione di munizioni dai giudici di Appello che hanno riformato la sentenza emessa dal Tribunale di Avellino nel maggio 2021 che aveva irrogato al cinquantaseienne una condanna a due anni e sei mesi. L’assoluzione con il secondo comma, ovvero quando Il giudice pronuncia sentenza di assoluzione anche quando manca, è insufficiente o è contraddittoria, la prova che il fatto sussiste.

I magistrati hanno verosimilmente accolto le tesi della difesa, rappresentata dagli avvocati Umberto Nappi e Francescantonio Maffettone, per cui la detenzione dell’arma non poteva essere addebitata all’imputato.

Per avere la conferma si dovranno attendere, come sempre in questi casi, le motivazioni della sentenza. La vicenda si riferisce ad un arresto eseguito nel dicembre del 2020 dal personale del Commissariato di Lauro che, al termine di una perquisizione aveva rinvenuto all’interno di una lavatrice nell’abitazione dell’anziana madre del cinquantaseienne una pistola calibro 7,65 con matricola abrasa e 14 cartucce.

Era scattato dunque l’iter processuale. Il giudizio immediato e la tesi che quell’arma stesse nella lavatrice, inutilizzata dal 2012 all’insaputa dell’imputato che non aveva retto davanti ai magistrati.

Per il Tribunale di Avellino il cinquantaseienne non avrebbe potuto ignorare la presenza dell’arma e nonostante la stessa abitazione fosse accessibile ad altri, compresa la badante che accudiva l’anziana, non ci sarebbero state spiegazioni al fatto che si scegliesse proprio quel nascondiglio quale rifugio. Una tesi che è stata evidentemente ribaltata in secondo grado.