Per l’Irpinia il progetto del riscatto: in anteprima il Piano Olivieri

18 Novembre 2005

L’Irpinia, terra di ferite ancora troppo aperte. L’Irpinia terra di gente volenterosa e dignitosa. L’Irpinia terra che vuole risorgere dalle macerie. Che ha la possibilità di farlo. Lo ha dimostrato. E lo vuole continuare a fare. In nome di un lavoro, solo per alcuni un diritto. In nome di un lavoro che ha l’ambizione, ora più che mai, di diventare il diritto di tutti, o forse. Abbattendo il ‘cimitero’ di insediamenti industriali a cui si assiste, dei fallimenti che sembrano non chiudersi mai, degli investimenti che non decollano, dei Pip che continuano ad essere invasi da “gramigna e ortiche”. Abbattendo il muro della burocrazia, dei ritardi, delle pigrizie culturali. Il muro delle diffidenze politiche.
Non un ‘marziano’ fuori tempo, ma un irpino doc che ha a cuore le problematiche di una terra che ha tutte le carte in regola per firmare ‘l’accordo del futuro’: già pronti due dei quattro progetti targati Olivieri e Co.
E’ il senatore Angelo Flammia in prima linea. Vuole abbattere quel limite “di non poco conto che spesso impedisce alle istituzioni e alle strutture imprenditoriali nazionali di guardare a queste terre con occhi attenti e non preconcetti. Un limite che impedisce persino di valorizzare ed utilizzare al meglio un patrimonio infrastrutturale rilevante, rappresentato essenzialmente ma non solo dalle aree industriali attrezzate sorte dopo il sisma del 1980”.
Riflessioni di chi ha ritenuto “utile ed opportuno investire la Commissione Industria del Senato, nel tentativo di attivare un processo di salvataggio e valorizzazione delle preesistenze e dare avvio ad un nuovo piano sviluppo” che avrebbe un nome e cognome: il manager industriale dott. Nicola Olivieri “operante a Milano, ma di origini meridionali”.
E’ insieme a lui che l’esponente del Senato della Repubblica ha cominciato un percorso unito da un solo filo conduttore: “investire le istituzioni locali in direzione di una politica seria fatta di investimenti industriali”.
“Grazie agli incontri attivati e alla professionalità del dott. Olivieri – ha dichiarato Angelo Flammia dalle colonne del nostro quotidiano – si sono avuti già alcuni riscontri progettuali da parte di industriali del Centro Nord, ma finora non si è riusciti a passare alla parte operativa per una serie di difficoltà burocratiche, ritardi e pigrizie culturali, diffidenze politiche”.
Ma nessuno pensa di arrendersi di “fronte alle difficoltà. Il tutto per salvare le rilevanti preesistenze infrastrutturali e industriali e gettare le basi di un vero sviluppo per le nostre terre”.
In punta di piedi, come è nel suo stile, Angelo Flammia lancia la sua proposta alle istituzioni e alle classi dirigenti irpine.
Tre i punti del ‘riscatto’:
1) assegnazione di aree in comodato gratuito per almeno cinque anni agli imprenditori interessati a portare investimenti nei nostri siti industriali, attraverso contratti chiari e precisi;
2) la creazione di un’agenzia, un centro operativo, un’associazione o altro, che sia capace di mettere in moto un processo operativo tra le nostre istituzioni e il mondo imprenditoriale, per la valorizzazione delle nostre infrastrutture, risorse e professionalità;
3) l’attivazione di un programma di iniziative, anche legislative, se necessario, per sbloccare la paralisi determinata dai ‘fallimenti’ e mettere capannoni e macchinari a disposizione degli imprenditori interessati a prelevarli o fittarli.
“Fin dall’incontro di Flumeri – continua il senatore Flammia -, nel maggio 2005, con alcuni sindaci, dirigenti consortili ed amministratori provinciali, il sottoscritto ed il manager Olivieri, hanno cercato di attivare un progetto operativo con imprenditori del Centro Nord, teso a valorizzare le aree attrezzate del nostro territorio, a ridare vitalità alle aziende dismesse ed in crisi, a dare una risposta ai bisogni occupazionali delle nostre comunità. Sono già pronti due dei quattro progetti presentati dal dott. Olivieri, ma abbiamo dovuto riscontrare, purtroppo una sostanziale mancanza di interesse o diffidenza da parte delle nostre Istituzioni”.
Olivieri e la ‘sua’ squadra si dicono pronti a “stabilire rapporti operativi con tutti i soggetti istituzionali nel nostro territorio, al di là della coloritura politica. Personalmente credo che valga la pena provarci”.
Insomma uno sviluppo che sembra venire da lontano, ma non troppo. Uno sviluppo che ha tutti i colori dell’Irpinia e non solo.

La Bozza del Progetto operativo ‘vicina’ al Sud:

Ci viene da dire, non solo parole ma anche fatti. In anteprima la bozza del progetto operativo a favore del Mezzogiorno:

Prime Azioni:

1) Pubblicizzare l’iniziativa e le sue potenzialità presso tutti gli Enti provinciali e tutte le associazioni industriali del centro nord;
2) Attivare un concreto programma di aiuti alle aziende del Sud in difficoltà, nel settore commerciale, nell’ampliamento e nell’articolazione della gamma produttiva, nell’ammodernamento degli impianti, nella formazione del personale, etc. etc.
3) Prevedere, se necessario, interventi di collaborazione e fusione con altre realtà produttive.

Costituzione di un Ufficio:

1) Per analizzare le difficoltà delle aziende e predisporre piani di rilancio e, se necessario, di riconversione, al di fuori di ogni logica assistenzialistica;
2) Per intrecciare un corretto e produttivo rapporto con le istituzioni, imprenditoria sana, sindacati, sistema mediatico.

Rapporti con il sindacato:

E’ assolutamente indispensabile stabilire un rapporto stabile con il sindacato fin dai primi segnali di difficoltà dell’azienda, in maniera da concertare le soluzioni necessarie, dalle collaborazioni, alle fusioni con altre aziende che non sono in difficoltà ed appaiono interessate al rapporto. Attraverso un lavoro sinergico e chiaro, è realmente possibile orientare varie aziende del Nord ad investire al Sud, piuttosto che all’estero.

Esempi di potenzialità collaborative non sfruttate:

Nisfa Sud di Pietradefusi: c’era la disponibilità di un’azienda torinese ad attivare un progetto di recupero, ma non è riuscita a trovare interlocutori fattivi;
Mulat di Lacedonia: ottimo prodotto, varie disponibilità, ma nessuna azione concreta a stabilire rapporti operativi con aziende interessate sia in Italia che in Europa.

Elementi indispensabili all’avvio del progetto:

1) Costituzione di un ufficio dotato di tutti i servizi necessari;
2) Stipulazione di un contratto di collaborazione, consulenza e o altro, al fine di creare le condizioni necessarie all’attivazione di relazioni, rapporti contrattuali, incontri a tutti i livelli.
A prima vista, una pianificazione che ha tutto il sapore del lavoro svolto. Di una pianificazione dove emergono “le condizioni – fa notare il manager Olivieri – per stabilire un rapporto proficuo tra le aziende del Centro Nord e le aree industriali attrezzate irpine e campane: si tratta di attivare un rapporto operativo vero, basato sui comuni interessi e sulla chiarezza contrattuale, nel quadro di una concertazione limpida tra aziende, istituzioni, sindacati. Sono disponibile – dichiara il manager Olivieri – a mettere a disposizione la professionalità acquisita in tanti anni di lavoro”. (Di Teresa Lombardo)


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