Pd – Segreterie: Antonacci appoggia Bersani e Amendola

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Salvatore Antonacci, esponente atripaldese del Pd, interviene sul prossimo Congresso nazionale e dopo aver effettuato un’analisi del voto disincantata – “è innegabile che il PD abbia subito una pesante sconfitta elettorale e politica” – esorta alla “costruzione del partito” e ad abbandonare definitivamente la vocazione all’autoreferenzialità e della “autosufficienza” politica.
Nell’analisi di Antonacci non manca una seria valutazione degli errori che il Pd ha commesso “confondendo la parola partecipazione con la parola plebiscitario”. Ma ha fatto di peggio: “ha distrutto le forme organizzate interne facendo finta di costruire”.
“Sistematicamente – ha spiegato – si è sottratto forza e funzione alle sedi collettive e ai gruppi dirigenti e per ultimo ma non meno importante si è alimentato la divisione generazionale invece di puntare ad un rinnovamento nella solidarietà e nella qualità dell’agire politico”.
Da qui la convinzione che al Partito democratico serva “un rinnovamento vero e fatto sul serio”.
In tale contesto si pone l’Irpinia.
“La provincia di Avellino possiede potenzialità e opportunità che le classi politiche che fino ad oggi hanno governato, non sono state in grado di valorizzare. Una provincia proiettata da protagonista nello scenario della Campania e del Mezzogiorno d’Italia, desiderosa di far conoscere le proprie capacità e caratteristiche. Su questa nuova idea di Irpinia va definito il ruolo del Partito Democratico provinciale. Un ruolo di protagonista indiscusso, nel governare i processi di cambiamento di questa provincia. La sconfitta elettorale, conseguita a giugno scorso, rappresenta non solo una battuta di arresto ma anche la necessità di un attenta riflessione per la nascita di una nuova era e di una ‘altra’ nuova classe dirigente del Pd irpino. Un partito che si deve riscoprire forte e coeso anche nel rispetto delle diverse culture interne, capace di costruire un pensiero unico e democratico e che sia capace di essere anima trainante di un centro sinistra largo e condiviso, giammai parte monca di un ragionamento complessivo.
Un partito, inoltre, che abbandoni la logica dei veti interni e che si ponga seriamente e lealmente nei confronti degli alleati assumendo in maniera diretta le responsabilità di governo o di opposizione che gli vengono affidate. Ed è proprio dal rafforzamento di questa scelta di campo che si deve ripartire. Auspico la formazione di un collettivo in grado di condividere i saperi individuali e renderli ricchezza comune, capace di superare quelle forme egoistiche di affermazione del potere che rappresentano un ostacolo per una politica di confronto aperta e solidale”.
Per quanto detto Antonacci ha scelto di appoggiare Pierluigi Bersani alla carica di segretario nazionale del Pd e di sostenere la candidatura a segretario regionale di Enzo Amendola.

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