PCI, carenza medici di famiglia: “In Irpinia ne mancano 59. No alla privatizzazione del servizio”

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In Campania mancano 400 medici di famiglia e lo slittamento del bando regionale ha
messo in crisi migliaia di cittadini, spesso anziani in tutta la Regione.
Solo a Napoli mancano 80 medici di base, 10 dei quali nella sola VI Municipalità (Barra-
San Giovanni-Ponticelli). In provincia di Avellino, in particolare nell’Alta Irpinia, ne
mancano ben 59. Nei prossimi anni in provincia di Salerno, tra turn-over e pre
pensionamento, si prevede una carenza di 217 medici di base.

Leggendo questi numeri si potrebbe pensare ad un’emergenza improvvisa, invece questo è
un dato strutturale. Ogni anno migliaia di cittadini campani, milioni di italiani si trovano
senza medico di famiglia.

Questo problema era stato sollevato invano dall’associazione Medici di Base già nel 2019,
ben prima della Pandemia. Dopo 3 anni tragici, dove si è sbandierato da parte del ministro
Speranza una ripartenza della Sanità di prossimità nulla è stato fatto per modificare la
legge Lorenzin (governo Renzi) che ha ridotto il numero dei medici di base, ne tanto meno
il Presidente della Regione Campania, De Luca ha provveduto ad aumentare il numero di
specializzandi (120/anno) a fronte di un fabbisogno annuo di 4-500 medici di base.

Se qualcuno crede che il sempre sbandierato PNRR possa aiutare a risolvere sarà deluso
perché i famosi soldi dell’Europa possono essere spesi non per assunzioni ma solo per
infrastrutture.
Quale è il motivo quindi per cui il decisore politico accetta questa carenza strutturale della
Sanità Pubblica?
Spostare il servizio dei Medici di Base dal pubblico a quello Misto (Pubblico/Privato)
usando lo schema delle Case di Comunità, accreditando anche soggetti privati, come del
resto già fatto per i servizi sanitari di base, con la conseguenza di incrementare la spesa
sanitaria a carico dello stato verso le casse di soggetti privati proprietari di cliniche e centri
medici.

Il Partito Comunista Italiano denuncia questo progetto di privatizzazione del servizio dei
medici di famiglia campani, chiede che si attivi subito il bando di concorso per colmare le
carenze in essere e si progetti per tempo il turn-over annuale dei medici di base.
La sanità pubblica è un bene primario sancito dall’articolo 32 della Costituzione: “La
Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della
collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”. I comunisti si adoperano per
difendere questo diritto contro l’aumento delle Disuguaglianze Sanitarie.