Passaro: “50 anni per una città ospedaliera e ora vogliono distruggerla. Foti? Si sente già a casa”

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Marco Imbimbo – «Avellino non ha bisogno di grandi opere, ma di qualcuno che si preoccupi del quotidiano». Massimo Passaro, avvocato avellinese e da anni impegnato con l’associazione “I cittadini in movimento”, guarda al futuro della città e alle elezioni che lo vedranno in campo insieme «a un gruppo di amici», come li definisce lui.

«Nessuno ha come scopo la candidatura, ma il bene della città. E’ questo che ci unisce». Nella giornata di oggi, insieme a tutti i “cittadini in movimento” saranno in giro per Avellino a distribuire un questionario  sulla città ospedaliera e lo sdoppiamento di funzioni con il Landolfi di Solofra, voluto dalla Regione. “Siete favorevoli o no?” sarà questa la domanda posta.

«Questo sondaggio rientra nei tanti che stiamo facendo da mesi, raccogliendo le volontà, ma soprattutto i bisogni delle persone. Ci sono voluti 50 anni per realizzare un complesso unico, dopo che per tanto tempo i cittadini e i medici si sono dovuti dividere tra il Moscati di viale Italia, l’ex Maffucci e l’ex Ospedale Capone – ricorda Passaro. Dopo aver realizzato uno dei complessi ospedalieri più grandi di Europa, si pensa a trasferire Geriatria e Oculistica a Solofra».

Una decisione, questa, che Passaro giudica folle «ma non è una semplice opinione personale. Confrontandomi con utenza e medici, ho potuto riscontrare una serie di difficoltà che scaturiranno da questa decisione». A cominciare dal tempo per raggiungere Solofra «almeno 30 minuti» sempre se «la galleria è aperta».

Ma ci sono anche questioni di natura medica da non sottovalutare. «Vogliono spostare l’oculistica a Solofra, ma un problema a un occhio può essere sintomo anche di disturbi di natura neurologica o cardiaca. Se diagnosticati nella città ospedaliera, come accade oggi, possono essere affrontati immediatamente – spiega Passaro – Con il dislocamento, invece, un cittadino ci metterà almeno 30 minuti per arrivare a Solofra, e altrettanti per ritornare ad Avellino per fari curare al Moscati, ma è un tempo troppo elevato per poter intervenire, ad esempio, su un principio d’infarto».

Passaro, inoltre, sottolinea anche come i 18 posti a Solofra oggi riservati all’ortopedia, non verranno trasferiti al Moscati, ma «andranno ad Ariano». Oltre ai problemi sull’accorpamento Landolfi-Moscati, ci sono quelli strutturali che attengono alla città ospedaliera. «Raggiungerla senza auto è un’impresa, chi invece la prende spende almeno 5 euro per il parcheggio. Per non parlare della viabilità esterna e quella rotatoria che rappresenta un serio pericolo».

L’esponente di “Cittadini in movimento”, inoltre, rivolge un pensiero anche al sindaco Paolo Foti, che ancora non ha preso posizione su questo accorpamento. “E’ una brava persona, ma ascoltando qualche sua intervista, ha detto che la politica gli pesa, devo pensare che gli pesi anche quello che può accadere ai cittadini – sottolinea. Ormai è a fine mandato, quindi credo non sia più interessato alla città. Lo vedo lontano dai problemi degli avellinesi. Questo mi dispiace perchè, chi si candida, deve stare tra la gente e ascoltare tutti, soprattutto le contestazioni. E’ l’unico modo per avere una percezione di città. In tutti questi anni è mancato un collegamento tra sindaco e cittadini”.