Partenio, il decreto “cattura cinghiali” non convince SOS Natura

Partenio, il decreto “cattura cinghiali” non convince SOS Natura

26 Maggio 2021

Il 21 maggio 2021, l’Ente Parco Regionale del Partenio ha pubblicato il decreto n. 7 del presidente Iovino che gli esponenti dell’associazione protezionistica SOS Natura hanno definito a dir poco “autocratico”.

Il decreto in questione dispone la cattura e trasferimento dei cinghiali catturati in area parco presso la foresta demaniale di Cerreta Cognole, in provincia di Salerno (Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano). Nell’atto si richiama la necessità di tutelare gli equilibri biologici, la pubblica incolumità e le colture agricole.
Tuttavia gli ambientalisti sono estremamente scettici proprio sulle motivazioni del decreto “cattura cinghiali” e queste sono le loro ragioni: <<Sembra che un piccolo passo in avanti sia stato fatto nella gestione dei cinghiali, visto che una volta tanto non si passa direttamente agli abbattimenti… tuttavia il passo è maldestro e non poggia su alcun terreno saldo, a nostro avviso. Anzitutto, in ottemperanza alle Linee Guida emanate dalla Regione Campania, l’Ente Parco Regionale del Partenio avrebbe dovuto dotarsi di un proprio Piano d’intervento sui cinghiali, anziché emanare un decreto a firma del proprio Presidente che appare dispotico ed autoritario, oltreché irregolare e quindi illegittimo. E questo è solo il primo difetto…>> spiegano i rappresentanti dell’A.P.S. SOS Natura, continuando: <<La cattura dei cinghiali è comunque una forma di prelievo selettivo, perciò il decreto in esame difetta del ricorso preventivo ai metodi ecologici (per es. colture a perdere, dissuasori ad ultrasuoni, repellenti olfattivi, ecc…) e del coinvolgimento dell’ISPRA che sono obblighi sanciti per legge, non opzioni.>> Interpellati sulle motivazioni del decreto, i protezionisti precisano: <<Non c’è alcuno studio o monitoraggio a supporto delle teorie sostenute dall’Ente Parco Regionale del Partenio: nessuna prova scientifica che dimostri eventuali squilibri ecologici causati dai cinghiali in area parco, soprattutto nei siti della Rete Natura 2000, né sull’incidenza di sinistri stradali in area parco tali da motivare un decreto simile; tanto meno si tiene conto della relazione interspecifica – fondamentale ed essenziale – fra cinghiali e lupi. Senza considerare il fatto che un’attività del genere dovrebbe essere sottoposta a Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e/o Valutazione d’Incidenza Ambientale (VIncA), potendo avere effetti significativi sulle aree naturali protette di cui alla Rete Natura 2000. A tal proposito rileviamo anche la gravissima assenza dell’indicazione numerica dei cinghiali da catturare e trasferire… anche se ciò non stupisce, purtroppo, se si considera l’assenza di monitoraggio: se non sanno quanti sono, come possono decidere quanti catturarne?! Vi è inoltre un ulteriore difetto, altrettanto grave, ovvero la mancata esclusione dell’area A (zona di riserva integrale dell’area parco) dalle attività di prelievo selettivo. Probabilmente tutto ciò si sarebbe evitato se l’Ente Parco Regionale del Partenio avesse adottato un piano d’intervento vero e proprio, con tutte le specifiche del caso e da sottoporre all’ISPRA, invece di un “decreto autocratico” che non dice alcunché neppure sulle località dove verranno effettuate le catture con chiusini.>>
Concludendo, avverso il decreto del presidente Iovino è ammesso il ricorso al TAR Campania entro 60 giorni dalla sua pubblicazione; qual è l’orientamento di SOS Natura? <<Se il ricorso al TAR si prospetterà come unica soluzione, faremo appello alle nostre forze ed anche a quelle di altre associazioni. Nel frattempo ci siamo già rivolti all’Ufficio Parchi della Regione Campania e proponiamo al presidente Iovino di revocare il suo decreto in autotutela, nell’interesse del Parco Regionale del Partenio e della collettività. Probabilmente è stato consigliato male, per cui siamo qui ad offrirgli il nostro aiuto e le nostre competenze per il futuro. Per aspera ad astra!>>