Parola al bomber, Tranfa: “Montesarchio, ti porto in Eccellenza”

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Da “Il Biancoverde” n.13 del 15/11/2013

Il campionato di Promozione si fregia della lussuosa presenza di Claudio Tranfa,il quale non ha potuto dire di no alla chiamata del Montesarchio, unica squadra che avrebbe potuto convincerlo a scendere di categoria dopo tanta Serie D ed Eccellenza. Il bomber di Roccabascerana, che da poco ha varcato la soglia dei 34 anni, ha accettato la proposta del duo presidenziale Mataluni-Nazzaro con un solo obiettivo: portare il Montesarchio in Eccellenza. E’ il motivo che lo ha spinto a declinare le lusinghe del Cicciano, club di categoria superiore, e ad approdare senza indugi in una realtà ambiziosa a due passi da casa. “Conosco l’ambiente e la società che ha voluto fortemente facessi parte del suo progetto” spiega l’attaccante che ha vestito la maglia dell’Ariano negli anni della Serie D. “Scendere di categoria non è un problema – continua – perchè so che a Montesarchio si punta a vincere subito il campionato. La piazza ha fame di calcio, a maggior ragione ora che la squadra è tornata a giocare all’ “Allegretto”. Sono convinto che faremo bene guidati da Antonio Lombardo, che tra l’altro è anche un mio ex compagno di squadra”. A sentir parlare Tranfa, dunque, Montesarchio sembra essere proprio il punto d’arrivo di una carriera ricca di soddisfazioni.
E’ la Caudina Pasquale Casale ad indirizzarlo verso la professione di bomber fin da piccolo. A seguire due anni nel settore giovanile del Napoli, l’esperienza col Benevento in C2, per poi approdare all’Avellino di Aldo Ammazzalorso in C1 con tanto di esordio in Andria-Avellino 1-1 entrando dalla panchina al posto di un certo Giuseppe Mascara. Ancora a Benevento in C1 ed in uscita dal professionismo diverse stagioni in Serie D, a partire proprio da Ariano Irpino. A Battipaglia, stagione 2009/2010, il primo brindisi in Eccellenza. “Fu una grande cavalcata verso la vittoria finale – commenta – In pochi all’inizio credevano nelle nostre possibilità di vincere il campionato, ma alla fine stupimmo tutti. Ad Altamura e Cava de’ Tirreni, invece, siamo andati in D tramite i play-off. A Cava è stata una promozione speciale perchè abbiamo portato la Cavese in Serie D subito dopo il fallimento nei professionisti. Ho avuto la fortuna di vincere in realtà blasonate del calcio campano”. E non è affatto un caso se proprio con Battipagliese e Cavese, per la precisione a suo tempo Città de la Cava, sono maturati i suoi rapporti migliori con allenatori. “Santosuosso mi volle fortemente alla sua corte a Battipaglia e non ha mai fatto mistero di volermi con sé negli anni successivi – dice – E’ nato un rapporto sincero, come con Pietropinto, anche se non è mancata qualche incomprensione. Sono tecnici preparati e vincenti”. Tra gli ex compagni di squadra invece: “Sicuramente Giovanni Memoli, che ho conosciuto ad Ariano Irpino. E’ nato un forte legame oltre il campo da gioco negli anni e l’ho scelto anche come testimone per le mie nozze”. Più di 100 reti tra Interregionale ed Eccellenza. Il più importante con la maglia del Città de la Cava, nella semifinale play-off contro la Palmese: “Vincemmo 1-0 grazie ad un mio gol ai supplementari. Segnai in un momento di sofferenza per la squadra”. Meno pesante, ma più bello quello realizzato nel match contro la Felice Scandone Montella nell’anno della vittoria del campionato con la Battipagliese: “Fu una bella rete in sforbiciata che decise la partita, una delle tante gioie di quella strepitosa annata”.

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