Avellino – La politica irpina raggiunge l’intesa. Almeno sui rifiuti. E il fronte comune ha un solo nome: provincializzazione. Palazzo Caracciolo, questa mattina, è stato sede di una riunione blindatissima a cui hanno preso parte, insieme alla presidente della Provincia Alberta De Simone, i consiglieri regionali Angelo Giusto, Luigi Anzalone e Mario Sena, e i neo parlamentari Cosimo Sibilia, Marco Pugliese, Arturo Iannaccone, Enzo De Luca, Giuseppe Gargani. Assenti, Giulia Cosenza – le cui veci sono state fatte dal consigliere provinciale Ettore De Conciliis -, Francesco Pionati e Franco D’Ercole. Insomma, i neo eletti, ancora non insediati, hanno una brutta gatta da pelare. E la questione rifiuti ha acquisito la veste di prova del nove: ambito scottante in cui dimostrare la validità del consenso ottenuto. Dall’una e dall’altra parte. Una prova che finora ha visto solo rivoluzioni e sconfitte ed in cui l’unica vera vittima resta l’Irpinia ormai… ‘infelix’.
Ad attendere l’esito, con pazienza ed un certo dissenso dovuto alla loro mancata ammissione, i sindaci di Vallata, Lacedonia e Bisaccia.
Un summit in cui è stato redatto l’ennesimo documento ma che è servito soprattutto a creare una visione comune su un problema che ha acquistato proporzioni drammatiche per l’Irpinia, condannata ad essere il catalizzatore dei rifiuiti regionali.
L’unanimità di vedute non esula dall’accollo delle responsabilità: il territorio infatti, è pronto ad assumersi l’onere di provvedere ai propri rifiuti ma non accetta di accogliere quelli regionali. Per quanto riguarda Savignano, nessuna remora su una discarica per fos e sovvalli a norma a patto che la località sia quella originariamente pattuita: Contrada Ischia.
“Naturalmente siamo contrari ad una mega discarica regionale in Irpinia – ha spiegato Anzalone – I poteri del commissario sono finiti. E l’ipotesi avanzata da De Gennaro è aberrante”. Resta aperto il problema Savignano: qualora la realizzanda discarica giungerà a saturazione l’Irpinia si troverebbe ancora una volta di fronte al problema dello sversamento.
“Siamo nella condizione – è intervenuto Sena – di adire le vie legali. Le leggi, sia nazionali che regionali, sono dalla nostra parte”.
Anche in questo caso il dissenso è manifesto e come lo stesso Sena chiarisce non è dovuto a campanilismo o a tutela localistica ma al principio imprescindibile dettato dalla legge.
E se il problema è al centro di qualsivoglia interesse solo chi ha fatto orecchie da mercante non ha afferrato i sottili passaggi, o il diplomatico scambio di idee, tra De Luca e Sibilia. Fronte comune sui rifiuti ma immancabili stilettate sulle “strumentalizzazioni”.
“Spero che non ce ne siano” – si è augurato De Luca – “Se ce ne sono state sono venute dall’altra parte” – è stata la risposta di Sibilia.
Una breve parentesi che sarà eventualmente approfondita in separata sede.
Ciò che conta, almeno per il momento, è che “la provincializzazione è l’unica ipotesi. Altre non possono essercene”. “Esistono in Campania – ha approfondito il neo senatore del Pd – 1200 cave di cui 450 inutilizzate nella provincia di Caserta. Questa potrebbe essere un’alternativa da avallare. Noi siamo comunque disponibili alla solidarietà”.
“Il governo Berlusconi – ha concluso il parlamentare del Pdl – non si è ancora insediato. Al momento opportuno saremo presenti e faremo da pungolo”.
Linea comune anche sul fronte MpA. Arturo Iannaccone respinge con forza qualsiasi ipotesi di impianto regionale puntando, inoltre, sul ritorno, per quanto riguarda Savignano, dell’ipotesi di Contrada Ischia in alternativa a Pustarza. Ma sempre e comunque nel rispetto della provincializzazione. “Affinchè la nostra provincia sia tranquilla per il futuro ed operativa sul problema”.
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